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Webmuseum Osteichthyes Perciformes Percidae Percarina

Percarina,

Percarina demidoffii, Nordmann 1840

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 33-37. Vertebre: 33. Prima pinna dorsale: IX-XII. Seconda pinna dorsale: II-III/10-13. Pinna anale: II/8-11.

 

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Descrizione - Corpo di forma ovale, alto e compresso lateralmente, con altezza massima in corrispondenza dell'origine della pinna dorsale. Testa grande e robusta. Muso di lunghezza pari o leggermente superiore al diametro oculare, di forma triangolare in vista laterale. Area nucale rilevata, con gibbosità dorsale debolmente marcata. Bocca in posizione terminale, con apertura orale ampia. Angolo mandibolare esteso posteriormente fino all'altezza del centro dell'orbita. Occhi grandi, non sporgenti oltre il profilo dorsale della testa. Opercolo con robusta spina allungata posteriormente. Peduncolo caudale sottile. Guance prive di squame. Stomaco dotato di ciechi pilorici. Pinne dorsali separate da breve spazio. Pinna caudale biloba nettamente incisa. Per le ridotte dimensioni il corpo appare semitrasparente, si possono osservare gli organi interni. Complessivamente appare lattiginoso, privo di melanofori scuri, ma con da 8 a 9 chiazze grigiastre circolari o di forma irregolare sotto la base delle pinne dorsali. Pinne con membrane semitrasparenti sfumate di grigio o di aspetto ialino. Le membrane sono prive di macchie.

 

 

Dimorfismo sessuale - Poco evidente.

 

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Habitat e abitudini - Specie eurialina bentonica, presente in acque salmastre con salinità fino al 7‰, risale in acqua dolce nel tratto terminale dei fiumi. Nei fiumi si trattiene in acque a debole corrente con substrato fangoso. Nelle acque salmastre marine e nelle lagune è frequente a profondità di circa 5 m, su fondali con substrato composto da fango nero. Di indole gregaria, forma branchi anche molto numerosi. Diurna, trascorre la notte quasi immobile sul fondo. Sverna in branco in acque profonde, rimanendo in stasi o svolgendo ridotta attività.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende una vasta gamma di invertebrati planctonici e bentonici, come crostacei copepodi ed anfipodi, vermi, insetti e loro larve, molluschi, piccoli pesci ed avannotti. Le postlarve si cibano di zooplancton. Gli avannotti predano invertebrati bentonici, grandi crostacei copepodi e misidi.

 

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Riproduzione - La riproduzione ha luogo in maggio-giugno, quando la temperatura dell'acqua raggiunge 24-25 °C. I riproduttori si radunano in grandi branchi e si spostano in prossimità delle foci. La frega si svolge in acque basse costiere, su substrato fangoso. Le uova, leggermente adesive, non aderiscono agli elementi del fondale ma vengono ricoperte da minute particelle di substrato. Dopo la frega gli adulti ritornano al largo. Lo sviluppo embrionale è breve, richiede circa un paio di giorni. Non esistono cure parentali. Dopo la schiusa le larve giacciono sul fondo per circa 4 giorni, dopo l'assorbimento del sacco vitellino migrano verso la superficie ed iniziano l'alimentazione autonoma.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta precocemente, alla classe di età 1+. Lunghezza massima segnalata: 100 mm SL. Età massima riportata: 4 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. Ospite di varie specie di parassiti. P. demidoffii è preda di uccelli e di pesci ittiofagi, come lucci, lucioperca, siluridi, grandi cipriniformi, e salmonidi. Uova, larve ed avannotti possono essere attaccate da insetti acquatici, larve di insetti, ed altre specie di invertebrati.

 


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Status della specie - P. demidoffii è diffusa in un'area relativamente ristretta che comprende il corso inferiore dei fiumi e le acque costiere del bacino del mar Nero nord-occidentale, con estensione dell'area frequentata stimata in circa 25.000 km². Probabilmente la specie risente negativamente dei crescenti livelli di salinità registrati nel suo habitat. L'acqua dei fiumi più importanti è trattenuta a monte da bacini artificiali o deviata in canali, il flusso si riduce costantemente per il forte prelievo idrico irriguo, di conseguenza la salinità di acque costiere e lagune aumenta, rendendole inadatte per la riproduzione della specie. La specie è valutata come quasi a rischio, in quanto si reputa possa subire un calo numerico di circa il 30% nei prossime tre generazioni o 10 anni.

 

 

Protezione - Nessuna. Per l'Unione Europea, la specie è valutata a rischio di estinzione (EN B1ab (iii), Endangered). All'interno del territorio dell'Unione, la specie ha area di diffusione ristretta, essendo presente solo nella tratto inferiore e nelle acque costiere del Danubio in Romania. L'estensione dell'area frequentata in questa regione è inferiore a 5.000 km², e P. demidoffii è minacciata da crescenti livelli di salinità che riducono le aree di frega a disposizione della specie (vedi sopra). P. demidoffii nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources)  è elencata tra le specie prossime ad entrare in pericolo (NT, Near Threatened).

 

 

Valore economico - Interesse commerciale irrilevante. Se pescata in grande quantità è impiegata dalle aziende ittiche come pesce foraggio per storioni, lucci e lucioperca.

 

 

Pesca - Nessuno o scarso interesse per pesca sportiva e professionale. Viene accidentalmente catturata mentre si insidiano specie più pregiate. Talvolta è catturata in quantità significative con le reti.

 

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