www.ittiofauna.org
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Percidae Sander

Il lucioperca o sandra, Sander lucioperca (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 80 - 97. Squame sopra la linea laterale: 13 - 16. Squame sotto la linea laterale: 16 - 24. Branchiospine: 10 - 17. Vertebre: 45 - 47. Prima pinna dorsale: XIII - XX. Seconda pinna dorsale: I -  III; 18 - 22½. Pinna anale: II- II; 10 - 14. Pinne pettorali: 15 - 17. Pinne ventrali: I; 5.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica compressa in senso laterale. Zona predorsale con gibbosità evidente, ma non marcata come nel genere Perca. Squame ctenoidi presenti anche sulla parte superiore dell'opercolo. Testa grande, leggermente appiattita dorsalmente. Bocca in posizione terminale. Bocca ampia. Denti numerosi, robusti e acuminati. Da 1 a 2 grandi denti canini nella parte anteriore di ciascuna mascella. Osso mascellare esteso fino a giungere posteriormente poco oltre la corrispondenza con il centro dell'orbita. Occhi grandi dotati di tapetum lucidum. Linea laterale completa. Stomaco provvisto di 4 - 9 ciechi pilorici. Pinne dorsali ravvicinate. Pinna caudale biloba. La livrea varia secondo l’ambiente e lo stato fisiologico dell'esemplare. Colore di fondo grigio verde o grigio bruno, scuro sul dorso, più chiaro sui fianchi, biancastro sul ventre. Dorso e fianchi sono caratterizzati da fasce trasversali scure, spesso sbiadite o interrotte negli esemplari più grandi. L'intensità delle strisce decresce ventralmente. Sulle membrane interradiali delle pinne dorsali si osservano macchie nerastre disposte in serie longitudinali irregolari. Pinne pettorali trasparenti con riflessi bianco giallastri e macchie nere. Pinne ventrali e pinna anale traslucide, di colore bianco opaco, con macchie assenti o con solo radi punti scuri. Pinna caudale semitrasparente, con raggi giallastri, e macchie nere disposte irregolarmente o a formare bande trasversali.

 

 

Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Le femmine hanno papilla genitale sporgente. Durante la stagione riproduttiva le femmine hanno livrea più chiara e ventre di colore biancastro, mentre quella dei maschi appare scura e marmorizzata da striature blu scuro.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Habitat e abitudini - Specie tipica di grandi fiumi a lento corso e torbidità elevata, laghi eutrofici, lagune salmastre costiere ed estuari, con fondali spoglio e substrato fangoso o misto a pietre, sabbia e ghiaia. Popolazioni residenti in acqua dolce e popolazioni semianadrome coesistono nei bacini del mar Caspio e del mar Baltico. In ambienti eutrofici resiste a concentrazioni di ossigeno disciolto inferiori a 3.5 ml/l. Nonostante preferisca acque fresche, tollera bene l'aumento di temperatura che si verifica nei mesi estivi, la temperatura superiore letale è relativamente elevata (35 °C). Gli esemplari immaturi ed i giovani adulti sono moderatamente gregari, formano piccoli branchi che stazionando nei pressi del fondo in acque profonde. Gli adulti di taglia maggiore vivono solitari od in gruppi di 2 - 3 individui. Di indole fotofoba, svolge la massima attività durante le ore crepuscolari o notturne, si ciba nelle ore diurne in particolare nelle giornate di cielo coperto. La presenza di tapetum lucidum fa di S. lucioperca un predatore molto efficiente nell'oscurità ed in acque torbide. Il picco massimo di attività stagionale si verifica in estate, ma la specie resta attiva anche nei mesi più rigidi, quando gli esemplari si spostano in acque profonde sotto il limite del termoclino. La specie ha forte tendenza territoriale, tanto che nei bacini più estesi possono essere presenti stock con caratteristiche ecologiche e morfologiche diverse. Le migrazioni riproduttive degli esemplari residenti in acqua dolce sono generalmente di modesta entità (10 - 20 km). Nelle popolazioni semianadrome gli spostamenti riproduttivi hanno portata maggiore, dai luoghi di frega in acqua dolce alle acque salmastre possono intercorrere anche fino a 300 km (fiume Volga). Nelle acque a bassa salinità del mar Caspio, durante il giorno gli esemplari si riparo dalla luce scendendo nella colonna d'acqua, Knipovich (1921) riporta la presenza di questa specie a partire dalla profondità di 11,0 - 11,9 m.

 

 

Alimentazione - Le componenti della dieta variano secondo la taglia dell'esemplare. Postlarve ed avannotti si nutrono principalmente di zooplancton e piccoli invertebrati. Il passaggio alla dieta ittiofaga avviene alla taglia di 50 - 100 mm TL, a circa 2 - 3 mesi di vita, secondo la relativa abbondanza di zooplancton, invertebrati e pesce foraggio. Gli adulti si cibano quasi esclusivamente di pesce, anche se occasionalmente predano crostacei ed altri invertebrati. Nei mesi di aprile e maggio, durante la risalita riproduttiva di R. caspicus, gli esemplari di S. luciperca del delta del fiume Volga catturano circa l'80% delle loro prede annuali. Negli anni 60' e 70', quando la popolazione di S. lucioperca era stimata a circa 7.000.000 di esemplari, fu registrato da parte dei predatori un prelievo di 53.000 tonnellate di R. caspicus (Caspian Sea Biodiversity Database). Non sono rari gli episodi di cannibalismo. Balik (1999) riferisce che nel lago Beyşehir (Turchia), gli adulti di S. lucioperca predano esemplari conspecifici più giovani di dimensioni medie pari al 35,9% della loro lunghezza. Le componenti principali del contenuto gastrico di esemplari catturati in acque salmastre del Caspio iraniano, erano costituite da Rutilus caspicus (59.9%) e Neogobius melanostomus (17.8%). Rahimibashar et al. (2008) ha rilevato come gli esemplari di S. lucioperca della diga di Aras (Iran) si cibano principalmente di pesci ossei (92% delle preferenze alimentari), e di ridottissime quantità di crostacei ed insetti acquatici.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Riproduzione - la stagione di frega cade in aprile - maggio, con temperature dell'acqua di 10 - 14 °C. A seconda della latitudine e della quota del bacino, può anticipare alla fine di febbraio o tardare fino a luglio. La temperatura più bassa per l'esito positivo dell'incubazione delle uova è di 11,5 °C. I maschi sono territoriali, una volta raggiunto il terreno di frega, di solito situato in acque torbide ed a 1 - 3 m di profondità, scavano depressioni di circa 50 cm di diametro e 5 - 10 cm di profondità nella sabbia, nella ghiaia, o tra le radici esposte delle piante. La frega avviene a coppie, di solito nelle ore notturne o alle prime luci dell'alba. La femmina resta sul nido mentre il maschio le ruota attorno a circa un metro di distanza, successivamente la coppia si avvicina, il maschio si dispone in posizione verticale rispetto alla compagna, ed entrambi ruotano rapidamente emettendo i gameti. Dopo che tutte le uova sono state rilasciate la femmina lascia il sito del nido. Esistono cure parentali da parte del maschio, che sorveglia ed ossigena le uova fino alla schiusa. Il maschio è molto protettivo verso la covata, resta in loco anche se l'acqua cala fino ad esporre il suo dorso oltre la superficie. In alcuni casi sono stati osservati maschi che cercano di mordere anche gli esseri umani che tentano di avvicinarsi al nido. La femmina depone una sola volta per stagione. La fecondità, relativamente elevata, varia secondo le dimensioni della femmina. Il massimo numero di uova osservato in un singolo esemplare è di circa 2.5 milioni di uova. Le uova sono di colore giallastro, misurano fino a circa 1.5 mm di diametro, sono leggermente adesive e aderiscono al substrato dopo la fecondazione. La durata dello sviluppo embrionale dipende dalla temperatura dell'acqua, la schiusa si verifica da 4 a 26.5 giorni dopo la fecondazione (Collette et al., 1977; Marshall, 1977). Dopo la schiusa le larve giacciono sul fondale fino al completo assorbimento del sacco vitellino. Le postlarve hanno fototassi positiva e, dopo aver lasciato il nido per le acque aperte, si nutrono di microrganismi pelagici (dafnie, copepodi, rotiferi). I riproduttori di popolazioni di acqua salmastra migrano in acqua dolce per la frega. Nel Dagestan la migrazione riproduttiva inizia tra la fine di marzo ed in principio di aprile e la frega si svolge dalla metà di aprile fino a maggio (Shikhshabekov, 1978).

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K = 0.10 - 0.13; tm = 3 - 5; tmax = 16). L'età della maturità sessuale dipende dalla capacità trofica dell'ambiente, viene raggiunta dai maschi tra 2 e 6 anni, quando gli esemplari misurano circa 320 mm TL, e dalle femmine tra 3 e 6 anni, a 420 - 440 mm TL. La temperatura ottimale per la crescita è di 28 - 30 °C (Marshall, 1977). Lunghezza massima segnalata: 1.000 mm SL. Peso massimo pubblicato: 20.000 g. Taglia più comune: 500 mm TL. Età massima segnalata: 19 anni. In condizioni di sovraffollamento risulta più bassa e le classi di ètà non risultano omogenee, ad esempio nel lago Egirdir (Turchia) sono stati registrati solo 7 gruppi di età (Becer & Ikiz, 1999a).

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali (Rhabdovirus) e batteriche, ospite di varie specie di parassiti, tra cui  crostacei, cestodi ed altri elminti. All'interno di una popolazione del mar Caspio è stata osservata una percentuale del 20% di esemplari infettati da larve del nematode Anisakis (Eslami & Mokhayer, 1977), parassita in grado di infestare anche uomini che si cibino di pesce crudo o cotto a temperature inferiori a 50°C. Mokhayer (1976b) riporta di esemplari parassitati dall'acantocefalo Corynosoma caspicum. Parassitosi dal monogeneo Ancyrocephalus paradoxus sono state osservate in esemplari esaminati da Jalali & Molnár (1990a). S. lucioperca è preda da molte specie di uccelli ittiofagi e da pesci predatori, come lucci e siluri. Nel mar Caspio e nel baltico la specie rientra nella dieta delle foche.

 


  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Status della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, non sono note particolari minacce alla sua sopravvivenza. A causa di immissioni accidentali od illegali, o utilizzando le connessioni tra diversi bacini create dai canali artificiali, la specie ha esteso il suo areale in Francia, Italia, Spagna, Grecia settentrionale, Gran Bretagna, Turchia, ed alla Siberia transuralica. In molte di queste zone l'immissione di S. lucioperca sta causando effetti negativi. Compete per il cibo con altre specie predatrici di cui si anche ciba (lucci, persici, ciprinidi). La sua forte tendenza ittiofaga può spingere al declino o all'estinzione di intere popolazioni di specie autoctone.

 

 

Protezione - In molti paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di divieto. Nelle aree dove la specie è alloctona non dovrebbero essere attuate misure di protezione. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), S. lucioperca è inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie ha un elevato valore commerciale in tutta l'Europa centro orientale. Le carni sono ottime, di sapore delicato, ma facilmente deperibili. Viene commercializzato fresco, congelato o conservato. In Italia la specie è priva di un effettivo significato commerciale, ad eccezione di alcune limitatissime situazioni locali. Viene spesso allevata in pescicoltura, sia per scopo alimentare, sia per fornire materiale da ripopolamento per la pesca sportiva.

 

 

Pesca - La specie è oggetto di intensa pesca commerciale, viene catturato impiegando reti, nasse e bilance. Riveste un notevole interesse per i pescatori sportivi che la insidiano principalmente con canna fissa o a mulinello, armata con esche naturali od artificiali. Viene spesso catturata durante la notte, con lenze a fondo innescate con pesci morti. Nell'Europa orientale i pescatori catturano il lucioperca durante la rigida stagione invernale, praticando dei fori sulla superficie ghiacciata dei laghi e dei fiumi più grandi.

 

Galleria di immagini

s_lucioperca01.jpg (57453 byte) s_lucioperca12.jpg (67192 byte) s_lucioperca09.jpg (54135 byte) s_lucioperca10.jpg (44402 byte)
Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 5

Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Percidae Sander
www.ittiofauna.org Webmuseum
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org