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Webmuseum Osteichthyes Perciformes Percidae Sander

Lucioperca marino,

Sander marinus (Cuvier, 1828)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 75-88. Squame sopra la linea laterale: 9-12. Squame intorno al peduncolo caudale: 34-36. Branchiospine sull'arco branchiale superiore: 12-20. Branchiospine sull'arco branchiale inferiore: 11-17. Vertebre: 38-44. Prima pinna dorsale: XII-XIV. Seconda pinna dorsale: I-IV/12-18. Pinna anale: II-IV/9-12. Pinne pettorali: I/15. Pinne ventrali: I/5.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica compressa in senso laterale. Zona predorsale con gibbosità meno evidente rispetto a S. lucioperca.  Squame ctenoidi generalmente assenti dall'opercolo. Testa grande e robusta, leggermente appiattita dorsalmente. Bocca in posizione terminale. Apertura orale ampia. Denti numerosi, robusti e acuminati. Zanne caniniformi presenti anche sui palatini. Mascellare esteso indietro fino all'altezza del bordo posteriore della pupilla o dell'orbita (adulti). Occhi grandi dotati di tapetum lucidum. Negli adulti lo spazio infraorbitale è molto maggiore del diametro dell'occhio. Linea laterale completa. Stomaco provvisto di 5-7 ciechi pilorici. Gli esemplari di questa specie si distinguono bene da S. lucioperca per le pinne dorsali nettamente separate, e per le spine della pinna anale deboli e strettamente unite ai raggi molli. Pinna caudale biloba. La livrea varia a seconda dell’ambiente e dello stato fisiologico dell'animale. Colorazione di fondo grigio chiaro, scuro sul dorso, più chiaro sui fianchi, biancastro sul ventre. Dorso e fianchi sono caratterizzati da 12-15 fasce trasversali scure, spesso sbiadite o talvolta assenti del tutto, se presenti l'intensità decresce ventralmente. Alcuni pesci sono quasi completamente neri e privi di striature. La prima pinna dorsale è priva delle macchie scure marcate tipiche di S. lucioperca, appare di colore grigio scuro o nero, con una macchia scura alla base del bordo posteriore, e con addensamenti di melanofori ed aree chiare disposti in strisce irregolari ed incomplete, o in sfrangiature scure. La seconda pinna dorsale e la caudale sono coperte da punti e piccole macchie scure, disposti in bande trasversali più o meno regolari e complete. Le altre pinne sono di colore grigio più chiaro con alcuni melanofori disposti sui raggi.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini - Specie moderatamente eurialina diffusa in mare ed in acque salmastre, non sembra entri in pura acqua dolce. De Filippi (1865), fornisce la seguente cronaca "Un individuo molto bello e grosso ....in un canale del fiume Murdab, ove l'acqua era del pari sensibilmente dolce", ma potrebbe trattarsi di errata identificazione di un esemplare di S. lucioperca. In mare vive di preferenza su fondali rocciosi frammisti a ghiaie grossolane e sabbia. Specie stanziale, compie solo brevi spostamenti nei pressi dei luoghi di residenza. Di indole fotofoba, scende in profondità durante le ore di luce più intensa, per risalire in acque superficiali e litorali nelle ore crepuscolari e notturne, o nelle giornate di cielo coperto. Anche se il picco massimo di attività alimentare si verifica nel periodo estivo, gli esemplari di questa specie continuano a cibarsi anche durante l'inverno. In corrispondenza del calo di temperatura autunnale, alcune popolazioni del mar Caspio si spostano verso acque profonde (circa 30 m, raramente fino a 100 m), mentre gli esemplari di altri stock si trattengono per tutto l'anno in acque litorali. Le abitudini delle popolazioni del mar Nero sono poco note.

 

 

Alimentazione - La dieta degli esemplari adulti è marcatamente ittiofaga, comprende varie specie di pesci. Tra le prede più comuni figurano gobidi, piccoli clupeidi, e latterini. Nella dieta rientrano anche discrete quantità di grandi crostacei. Postlarve ed avannotti si nutrono principalmente di zooplancton e piccoli invertebrati.

 

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Riproduzione - La frega si svolge dalla seconda metà di aprile a metà maggio, quando la temperatura dell'acqua è compresa tra 10 e 17 °C, con picco massimo tra 13 e 15 °C (Gusev, 1974a). I maschi allestiscono un nido costituito da una depressione circolare sul substrato, ad una profondità di 3-12 m, dove si svolge la deposizione. Ogni femmina depone più di 126.000 uova adesive (Guseva, 1974a, 1975; Kuliyev, 1981), in media più grandi di quelle di S. lucioperca. Dopo la fecondazione le uova misurano da 2.6 a 3.8 mm di diametro. Il maschio sorveglia le uova fino alla schiusa che, ad una temperatura dell'acqua di circa 15 °C, avviene dopo 12-17 giorni (Gusev, 1974a).

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, molto basso: più di 14 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il terzo ed il quarto anno di vita, ma alcuni esemplari possono anticipare a 2 anni (Guseva, 1975). Fino alla classe 5+ la crescita è leggermente più veloce nelle femmine, in seguito si uniforma, e nelle classi di età superiori i maschi raggiungono dimensioni maggiori (Kuliyev, 1981). Lunghezza massima segnalata: 620 mm SL. Peso massimo pubblicato: 2.200 g. Età massima segnalata: circa 12 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali (Rhabdovirus) e batteriche, ospite di varie specie di parassiti, tra cui  protozoi, crostacei, cestodi ed altri elminti. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. S. marinus è preda di molte di uccelli ittiofagi (cormorani, pellicani, aironi) e di grandi pesci predatori, tra cui storioni, lucci e siluri. Nel mar Caspio rientra nella dieta della foca (Pusa caspica). Uova, larve ed avannotti possono essere attaccate da insetti acquatici, larve di insetti, ed altri invertebrati come crostacei e sanguisughe.

 


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Status della specie - La reale consistenza delle popolazioni di S. marinus di mar Nero e mar Caspio, non è attualmente nota. In generale sembra che la specie sia ancora relativamente comune in gran parte della sua area di distribuzione. In ogni caso le popolazioni del bacino del mar Caspio stanno subendo un declino progressivo. Lo sviluppo di giacimenti petroliferi off-shore, con la dispersione in mare di minerale refluo dalle attività estrattive, sa drasticamente riducendo la pescosità in tutto il bacino (Guseva, 1974b; 1975; Kuliyev, 1981).

 

 

Protezione - Nessuna. La specie era stata proposta per l'inclusione nel "Libro Rosso dell'URSS" che doveva costituire la base per le misure di protezione delle specie (Pavlov et al., 1985). Kiabi et al. (1999) considera che i dati su S. marinus provenienti dal bacino meridionale del mar Caspio siano insufficienti per definire lo status della specie secondo i criteri IUCN. S. marinus è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie il cui status deve essere aggiornato (DD, Data Deficient).

 

 

Valore economico - Per le popolazioni del mar Nero e del mar Caspio, la specie ha un elevato valore commerciale. Le carni sono ottime, di sapore delicato, ma facilmente deperibili. Viene commercializzato fresco, congelato o conservato. Nel mar Caspio attualmente la specie risulta relativamente rara, ma durante la prima metà del novecento figurava tra quelle più pregiate e più frequentemente catturate dai pescherecci commerciali. Negli anni 1930 e 1940, al largo della costa Turkmenistan, le catture di questa specie raggiungevano i 19.000 quintali o i 2.271.000 esemplari. Nel periodo 1927 - 1929 la media annuale sulle coste dell'Azerbaigian è stata di 7.000 quintali e nel 1930-1932 di 10.3000 quintali. Nel 1930 il pescato di S. marinus per tutto il bacino del mar Caspio è stato di 909.000 quintali (Zenkevitch, 1963).

 

 

Pesca - La specie è oggetto di intensa pesca commerciale, è catturata impiegando reti, nasse e bilance, o pescata nelle ore notturne con palamiti da fondo innescati con pesci morti. Riveste un notevole interesse per i pescatori sportivi che la insidiano principalmente con canna fissa o a mulinello, armata con esche naturali od artificiali.

 

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