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Il coregone del lago di Costanza,

Coregonus arenicolus Kottelat, 1997

 

Caratteri meristici - Branchiospine. 18 - 27. Squame in serie laterale: 85 + 5. Branchiospine: 18 - 27. Pinna dorsale: III; 10. Pinna adiposa presente. Pinna anale: II; 10. Pinne pettorali: 13. Pinne ventrali: 12.

 

 

Descrizione - Corpo robusto, allungato, a sezione ovale compressa lateralmente. Testa piccola, di lunghezza pari al 18 - 20% della lunghezza standard. Diametro dell'occhio equivalente ad 1/4 della lunghezza del capo. Muso ottuso con bocca subterminale. Mascelle prive di denti. Linea laterale in posizione mediana sui fianchi. Squame cicloidi di medie dimensioni, debolmente inserite nel derma. Pinna caudale biloba, con apici appuntiti. Livrea argentea con sfumature dorate, leggermente verdastra sul dorso, progressivamente più chiara sui fianchi, bianca sul ventre. Pinne dorsale e caudale di tinta grigiastra, con bordi esterni nerastri. Pinne pettorali, ventrali ed anale giallastre con i bordi scuri. La specie è stata artificialmente ibridata con C. macrophthalmus, altra specie autoctona del lago di Costanza, attraverso programmi di allevamento (interrotti nel 2004, con il progetto di miglioramento delle condizioni del lago), non è noto fino a che punto l'ibridazione ha avuto un effetto su genetica e morfologia della popolazione di  C. arenicolus.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini - Specie diffusa unicamente nel Lago di Costanza (Bodensee) dove forma branchi che stazionano generalmente in prossimità di coste sabbiose (Steinmann, 1950b: 483 - 485, 490 - 491). Più raramente si spostano lungo le pareti rocciose I branchi si muovono nella colonna d'acqua seguendo le migrazioni giornaliere e stagionali del plancton. Coerentemente con questo comportamento, in inverno frequentano profondità leggermente più elevate.

 

 

Alimentazione - Alimentazione prevalentemente basata su zooplancton e fitoplancton, con modificazioni stagionali nella composizione della dieta. Tra gli elementi planctonici risultano predominanti i crostacei copepodi e cladoceri. Nel periodo invernale l'alimentazione viene integrata con elementi dello zoobenthos, come tubifex, molluschi, oligocheti, crostacei isopodi, insetti e loro larve (Chironomidi).

 

 

Riproduzione - La riproduzione si svolge tra la fine di novembre ed i primi di gennaio, a bassa profondità in acque costiere, fredde, ben ossigenate, su substrato misto a sabbia e ghiaia. Le coppie di riproduttori scavano una depressione destinata ad accogliere le uova. Ogni femmina produce alcune migliaia di uova per stagione. Dopo la fecondazione le uova sono ricoperte con la ghiaia del substrato ed abbandonate. Lo sviluppo embrionale circa due mesi, in seguito le larve giacciono tra la ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Specie di medie dimensioni che raggiunge circa 40 cm di lunghezza con il peso di circa un chilo.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche, ed è ospite di vermi Trematodi, Cestodi e di altri parassiti. C. arenicolus viene predato principalmente da salmonidi percidi, ed esocidi, larve ed avannotti possono essere catturati da cavedani ed altre specie di ciprinidi. Questi pesci rientrano anche nella dieta di uccelli ittiofagi come cormorani e svassi.

 


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Status della specieC. arenicolus è endemica del lago di Costanza, bacino situato alla quota di 396 metri s.l.m., con superficie di 593 km², e profondità massima di 252 metri (media 100 m). Recenti indagini hanno appurato la presenza della specie nel bacino, dove però risulta estremamente rara. L'ibridazione artificiale, e l'introduzione di altre specie congeneri, attuate fino a pochi anni fa, hanno rischiato di far scomparire C. arenicolus dalle acque del lago. In ogni caso attualmente la creazione di ibridi e le immissioni di coregoni alloctoni sono state interrotte, il lago appare ben gestito ed in ottime condizioni, ed al momento non sono segnalate potenziali minacce per la specie.

 

 

Protezione - La specie è protetta da leggi comunitarie e nazionali, riferite ai coregoni in generale, che istituiscono misure minime e periodi di divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) C. arenicolus è classificata specie vulnerabile (VU D2, vulnerable).

 

 

Valore economico - Specie di interesse commerciale. Le sue carni biancastre, sono considerate ottime e delicate, oltre che facilmente digeribili. I pochi esemplari catturati sono venduti fresche nei mercati dei paesi rivieraschi, e proposte nei ristoranti locali come specialità tipica. Specie di interesse naturalistico (endemismo elvetico).

 

 

Pesca - La specie ha un certo valore per la pesca sportiva, le sue abitudini alimentari la rendono difficile da catturare, ma gli appassionati la insidiano con mosche artificiali e con altre sofisticate tecniche. La pesca professionale si attua con con reti da posta o da circuizione.

 

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