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Il
coregone del lago di Ginevra,
Coregonus
fera Jurine,
1825 |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 21 - 28. |
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Descrizione
- Coregone di aspetto robusto, con corpo slanciato, a sezione
trasversale ovale, compresso lateralmente. Dorso leggermente arcuato.
Profilo dorsale della testa e del muso dritto. Diametro oculare pari al 15
- 19% della lunghezza del capo. Bocca in posizione terminale. Mascelle
prive di denti. Linea laterale in posizione mediana sui fianchi. Squame
cicloidi di medie dimensioni, debolmente inserite nel derma. Pinna caudale
biloba, con apici appuntiti. Livrea argentea, con colore di fondo
verdastro sul dorso, progressivamente più chiaro sui fianchi, bianco sul
ventre. Pinne dorsale e caudale di colore grigiastro, con riflessi di
tinta simile a quella del dorso. Pinne pettorali, ventrali ed anale
translucide con riflessi giallastri o verdastri. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Coregone di acque aperte. I branchi stazionavano per buona
parte dell'anno in superficie o a profondità moderata, seguendo i
movimenti giornalieri del plancton, e predando insetti a pelo d'acqua. Nel
periodo invernale, in coincidenza con la diminuzione del plancton, questi
pesci si spostavano in profondità per alimentarsi di organismi bentonici.
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Alimentazione - Si nutriva prevalentemente di
zooplancton, e di organismi bentonici, come molluschi, vermi, crostacei e
larve di insetti. Nel periodo invernale la componente non planctonica
della dieta aumentava. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolgeva in
febbraio, in acque relativamente profonde, sopra fondali ricchi di
vegetazione sommersa. Le uova erano affondanti e giacevano sul substrato
fino alla schiusa. Ogni femmina produceva varie migliaia di uova per
stagione. Lo sviluppo embrionale durava un paio di mesi. Dopo il
riassorbimento gli avannotti conducevano vita pelagica come gli adulti. |
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Accrescimento - Specie estinta, era di taglia
relativamente grande per un coregone dei laghi alpini. In letteratura sono
segnalati esemplari di circa 550 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie era soggetta a malattie
virali e batteriche, ed era ospite di varie specie di parassiti. Veniva
predata da pesci predatori, come salmonidi ed esocidi, e da uccelli
ittiofagi. |
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Status
della specie - C. fera è specie estinta, gli ultimi
esemplari furono catturati nel 1920. Le ragioni dell'estinzione devono
essere addebitati ad eutrofizzazione e all'eccessiva pressione di pesca
agli inizi del 1900. |
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Protezione -
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources) C. fera è classificata come specie estinta. |
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Valore
economico - Specie estinta. |
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Pesca - Specie estinta. |
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