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Il
coregone lavaret, Coregonus
lavaretus (Linnaeus,
1758) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 71 - 94. Branchiospine:
33 - 42. Pinna
dorsale: III - V; 9 - 12. Pinna adiposa presente. Pinna anale: III - V; 10
- 13. Pinne pettorali: I; 14 - 16. Pinne ventrali: II; 10 - 11. |
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Descrizione
- Corpo slanciato con dorso leggermente arcuato, e sezione trasversale ovale
lateralmente compressa. Profilo dorsale della testa e del muso diritto.
Bocca in posizione terminale. Mascelle prive di denti. Linea laterale in
posizione mediana sui fianchi. Squame cicloidi di medie dimensioni,
debolmente inserite nel derma. Pinna caudale biloba, con apici appuntiti.
Colore di fondo della livrea blu verdastro sul dorso, più chiara sui
fianchi, bianca sul ventre. Nelle cellule dermiche sono presenti
microcristalli che danno alla parte esposta delle squame ed alle ossa
opercolari un colore argenteo metallico. Pinne dorsale e caudale di tinta
grigiastra, con bordi esterni nerastri. Pinne pettorali, ventrali ed anale
giallastre con bordi scuri. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante il periodo della riproduzione, i maschi
sviluppano file orizzontali parallele di tubercoli nuziali sui fianchi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie pelagica, tipica di acque fresche, ossigenate e pulite.
Di indole gregaria, forma branchi numerosi composti da esemplari di taglia
ed età simili. I branchi si muovono nella colonna d'acqua in un ambito termico
compreso tra
8 e 17 °C, seguendo i cicli giornalieri e stagionali del plancton. Esiste una tendenza migratoria stagionale. In primavera
i pesci si muovono in acque
superficiali, a profondità non superiori a 10 m, in estate
scendono tra 10 e 23 metri, mentre in inverno si
collocano tra la superficie e i 20 metri di profondità. Nel periodo
riproduttivo si portano in acque litorali o risalgono nei tratti terminali
degli immissari.
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Alimentazione - Dieta prevalentemente planctonica, con
modificazioni stagionali nella sua composizione. Nel periodo
invernale la componente planctonica dell'alimentazione si riduce, ed
acquistano maggiore importanza
organismi di fondo come molluschi, oligocheti, crostacei isopodi, larve di
ditteri, uova di pesci (comprese quelle della propria specie). Al
principio della primavera C. lavaretus preda quasi esclusivamente copepodi cicloidi,
mentre da primavera inoltrata alla fine dell'estate si ciba principalmente
di
crostacei cladoceri (Daphnia hyalina, Bythotrephes longimanus). |
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Riproduzione - Nei laghi Bourget e
Aiguebelette la stagione riproduttiva coincide col mese di dicembre. La
fecondità è relativamente elevata, per stagione ciascuna femmina produce
circa 40.000 uova per chilogrammo di peso. Le uova sono giallastre ed
hanno diametro compreso tra 2,4 a 2,9 mm.
La frega avviene acque basse,
lungo le rive, su substrato misto a sabbia e ghiaia. Dopo la fecondazione
le uova affondano e giacciono tra gli interstizi del substrato fino alla
schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede circa 60 giorni. Alla nascita le larve misurano
11 - 13 mm, non sono in grado di compiere spostamenti, e restano nascoste
tra i ciottoli del fondale per il periodo di circa 10 - 20 giorni
necessario per il riassorbimento del sacco vitellino. In seguito gli avannotti
acquistano motilità e iniziano a condurre vita pelagica. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.3 - 0.7; tm
= 3 - 4). La maturità sessuale viene raggiunta a circa due anni.
La velocità di accrescimento è relativamente veloce,
alla fine del primo anno viene raggiunta la taglia di 16 - 20 cm SL. Da
studi effettuati sui coregoni del Lago di Garda (Giarola & Oppi, 1986),
ed attribuiti a questa specie, sono emersi i seguenti valori medi di TL: 1° anno, 22 cm; 2°
anno, 32 cm; 3° anno, 38 cm; 4° anno, 42 cm. Al 6° - 7° anno sono
raggiunte taglie comprese tra i 55 ed i 60 cm. Taglia
massima riportata 73.0 cm TL, con peso di circa 10 kg (Fishbase). Il ciclo
vitale ha una durata di circa 10 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali
e batteriche, ospite di varie specie di parassiti, tra cui predominano
vermi nematodi e cestodi. I principali predatori sono rappresentati da salmonidi
lacustri, come trote, salmerini, da esocidi e percidi. In alcuni laghi
prealpini, i coregoni sono seriamente minacciati dall'introduzione del salmerino di lago (Salvelinus
namaycush, Walbaum, 1792), specie nord americana di grandi dimensioni.
Tutti le specie di coregoni rientrano nella dieta di uccelli ittiofagi, ed
in particolare di svassi ed altre specie tuffatrici. La recente espansione
demografica del cormorano (Phalacrocorax carbo), ha portato
all'insediamento di colonie svernanti in quasi tutti i bacini lacustri
centro europei, spesso causando gravi danni alla consistenza numerica
delle specie ittiche locali. |
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Status
della specie - Per lungo tempo il nome C. lavaretus è
stato utilizzato per quasi tutti i coregoni euroasiatici (e per molte
specie nord americane). Attualmente Il suo uso è limitato alla specie
presente. In ogni caso è molto
difficile fornire un quadro definitivo sulla reale area di distribuzione
di C. lavaretus, fino a quando non sarà chiarita in modo definitivo
la posizione sistematica delle numerose popolazioni ad essa attribuite. Facendo riferimento
al gruppo di popolazioni dei laghi di Ginevra, Bourget e Aiguebelette, si
riportano i dati seguenti. C. lavaretus è abbondante nel lago
Bourget. Nel lago Aiguebelette lo status della popolazione non è ancora
determinato. Nel lago di Ginevra la specie si è estinta nei primi anni del
'900s), ma nel centro ittiogenico di Thonon (lungo le sponde del lago), è
stato avviato un programma di riproduzione in cattività con riproduttori
provenienti dal lago Bourget. La riproduzione artificiale ha avuto
successo, e si ritiene che una certa quantità di avannotti ed immaturi
siano già stati liberati nelle acque del lago. |
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Protezione - La
specie è protetta da leggi comunitarie e nazionali, riferite in generale
al coregone (senza specificare la specie), che istituiscono misure minime
e periodi di divieto. C.
lavaretus è inserita in Allegato III della convenzione di Berna sulla
fauna protetta. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) C. atterensis è
classificata come specie vulnerabile (VU D2, vulnerable). |
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Valore
economico - C. lavaretus ha notevole interesse commerciale.
Le sue carni, aromatiche e delicate, sono ritenute molto pregiate. Nei
paesi rivieraschi costituisce un apprezzato piatto tipico, ormai entrato
nella tradizione gastronomica locale. Viene commercializzato fresco o
refrigerato. |
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Pesca
- La specie ha un discreto valore per la pesca sportiva, le sue abitudini
alimentari la rendono pesce difficile da catturare, per cui risulta molto
apprezzato dagli sportivi. La pesca professionale è rigidamente
regolamentata, e viene esercitata con reti da posta o da
circuizione. |
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