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La
bondella,Coregonus macrophthalmus Nüsslin,
1882 |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 31 - 49. I seguenti valori sono riferiti alla popolazione
attribuita a C. macrophthalmus acclimatata nel lago Maggiore (Italia). Squame
in serie laterale (media): 60.1. Vertebre: 58 - 61. Branchiospine: 33 - 44.
Totale raggi pinna dosale: 12 - 15. Totale raggi pinna anale: 13 - 16.
Numero cromosomico: 2n = 96.
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Descrizione
- Corpo slanciato, a sezione trasversale ovale compressa lateralmente. Testa relativamente piccola,
con occhi piuttosto grandi. Bocca piccola, priva di denti
sulle mascelle, in posizione subterminale. Branchiospine fini e numerose. Squame cicloidi di medie dimensioni,
debolmente inserite nel derma. Linea laterale in posizione mediana. Pinne ben sviluppate.
Pettorali e ventrali appuntite distalmente. Pinne ventrali con origine posteriore alla
base della prima pinna
dorsale. Pinna caudale biloba ad apici appuntiti. Livrea argentea, con
dorso olivastro ed apici delle pinne scuri. Pinne dorsale e caudale di
tinta grigiastra. Pinne pettorali, ventrali ed anale translucide, con
riflessi giallastri. Nel periodo di frega, entrambi i sessi presentano
tubercoli nuziali disposti lungo i fianchi in file longitudinali. Questi
tubercoli sono generalmente presenti uno per squama. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo riproduttivo i maschi sviluppano
tubercoli nuziali di dimensioni maggiori rispetto alle femmine. |
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Habitat
e abitudini
- Specie endemica del lago di Costanza,
bacino situato alla quota di 396 metri s.l.m.,
con superficie di 593 km² e profondità massima di 252 metri (media 100 m).
Introdotta in molti laghi europei. Per acclimatarsi C. macrophthalmus
necessita di bacini profondi, in grado di garantire acque fredde e ben
ossigenate. Di indole gregaria forma branchi numerosi, spesso in
associazione con altre specie di coregoni. I branchi stazionano lungo le
coste, trattenendosi negli strati superiori della colonna d'acqua, gli
spostamenti verticali seguono le migrazioni giornaliere e stagionali del
plancton. Resiste meglio di
altre specie di coregoni all'eutrofizzazione.
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Alimentazione - La dieta comprende fitoplancton,
zooplancton e varie specie invertebrati, con modificazioni stagionali nella composizione.
In estate preda insetti che volano a pelo d'acqua ed avannotti di altre
specie. In inverno aumenta la componente bentonica dell'alimentazione,
costituita da molluschi, oligocheti,
crostacei isopodi, larve di ditteri, uova di pesci (comprese quelle della
propria specie). La coesistenza di specie di coregoni a spettro alimentare
simile è spesso causa
di netto declino numerico in alcune popolazioni. In Italia, nel lago Maggiore e nel
lago di Como,
l'immissione di C.
macrophthalmus ha portato ad una forte riduzione della presenza del
coregone "lavarello", una popolazione di origine probabilmente ibrida,
generalmente attribuita a C. lavaretus. |
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Riproduzione - Nel lago di Costanza la riproduzione si svolge da
novembre a dicembre (gennaio - febbraio in Italia). La frega avviene
vicino alle coste, in acque poco profonde, con temperatura dell'acqua di 6
- 7°C, su substrati composti da ghiaia e sabbia. La fecondità è
relativamente elevata, annualmente la femmina produce fino a 60.000 uova per kg di
peso. Le uova sono di colore giallastro ed hanno un diametro variabile da 1,87 a 2,44 mm.
Le uova sono deposte in depressioni scavate dai riproduttori. Dopo la
fecondazione penetrano tra gli interstizi del substrato dove restano fino
alla schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede da 5 - 6 settimane a due
mesi, a seconda della temperatura dell'acqua. Alla nascita le larve
misurano da 9 a 11,3 mm, restano tra la ghiaia fino al riassorbimento del
sacco vitellino, per poi acquistare mobilità ed iniziare a svolgere vita
pelagica. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.27 - 0.82).
In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno
d'età. Nelle popolazioni italiane al termine del primo anno di vita, C.
macrophthalmus misura 9,5 - 12 cm SL, mentre a tre anni la
taglia è circa 30 cm. Lunghezza massima segnalata: 300 mm SL. La
taglia massima degli esemplari italiani è circa 40
cm, con peso di circa 2 kg. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche, ospite di varie specie di parassiti. Viene predata principalmente da grossi salmonidi lacustri,
come trote e salmerini, ed altri pesci ittiofagi (luccio,
lucioperca, siluro). Tutti le specie di coregoni rientrano nella dieta di
uccelli ittiofagi, ed in particolare di svassi ed altre specie tuffatrici.
La recente espansione demografica del cormorano (Phalacrocorax carbo),
ha portato all'insediamento di colonie svernanti in quasi tutti i bacini
lacustri del nord Italia, causando un forte calo numerico delle specie
ittiche locali e gravi danni all'economia legata alla pesca professionale
e sportiva. |
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Status
della specie - C. macrophthalmus è endemica del lago di
Costanza (451 km ²), dove è molto abbondante e non sono note minacce
attuali o future. Si tratta di un lago transfrontaliero (Austria, Germania
e Svizzera), con un piano di gestione e raccolta della fauna ittica ben
gestito e rigorosamente regolamentato. Grazie questo piano di gestione,
non si ritiene che l'introduzione di specie esotiche o l'elevata pressione
di pesca costituiscano potenziale minaccia. Un quadro chiaro sulla reale
estensione dell'area di distribuzione della specie non è di facile
realizzo. Le popolazioni ad essa attribuite sono
spesso di origine ibrida o erroneamente
identificate. Per la popolazione del lago di Costanza la situazione è sostanzialmente stabile.
La specie risulta in espansione a causa delle immissioni effettuate per
favorire la pesca commerciale in altri bacini europei. |
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Protezione - La
specie è protetta da leggi nazionali che ne regolano lo sfruttamento
commerciale. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation
of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione
minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Specie di notevole interesse commerciale. Le sue carni
sono considerate ottime,
delicate, e facilmente digeribili. C. macrophtalmus viene venduto fresco,
refrigerato ed affumicato. Nei laghi prealpini italiani è molto
apprezzata, e viene proposta come piatto tipico in molti ristoranti dei
paesi rivieraschi. Grazie alla taglia "da porzione" è
suscettibile di valorizzazione commerciale. Un sistematico ricorso alla surgelazione, con eviscerazione e filettatura, potrebbe evitare cadute
di valore commerciale in corrispondenza dei "picchi" di
cattura. |
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Pesca - La specie ha un discreto valore per
la pesca sportiva, le sue abitudini alimentari la rendono pesce difficile
da catturare, per cui risulta molto apprezzato dagli sportivi. La pesca
professionale è rigidamente regolamentata, e viene esercitata con reti da
posta o da circuizione. |
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