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Il coregone peipsi, Coregonus maraenoides
Polykov 1874 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 84 - 105 (di norma 93 -
96). Branchiospine: 35 -
45; 23 - 24 (media 39).
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Descrizione
- Corpo robusto, alto e lateralmente compresso, con altezza
massima equivalente al 24 - 29% SL. Testa
relativamente piccola, di lunghezza pari al 18 - 22% SL. Bocca
subterminale. Muso allungato, con mascella inferiore leggermente
sporgente in avanti. Larghezza della piastra rostrale pari a
1.2 - 1.5 volte l'altezza.
Bordo posteriore della mascella superiore esteso fino al margine
anteriore dell'orbita. Lunghezza della mascella superiore equivalente a
circa tre volte la sua altezza. Squame cicloidi debolmente inserite nel derma. Linea laterale in posizione
mediana sul fianco. Pinna caudale biloba. Colore di fondo della livrea da
blu verdastro scuro sul dorso, più chiaro sui fianchi, bianco sul ventre. Nelle
cellule dermiche sono presenti microcristalli che danno alla parte esposta
delle squame ed alle ossa opercolari un colore argenteo metallico. Negli
esemplari più grandi le squame e le ossa opercolari presentano riflessi dorati. Pinne
di tinta grigio scuro, spesso quasi nero. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie lacustre diffusa anche in grandi fiumi di pianura, profondi,
a corrente lenta, con
substrato roccioso, misto a ghiaia, pietrisco e sabbia. Di indole
gregaria, forma branchi composti da esemplari di taglia simile.
Durante gran parte dell'anno i pesci si
trattengono lontano dalle rive, spostandosi in prossimità del fondale,
cibandosi di invertebrati bentonici. In estate risalgono verso la
superficie per alimentarsi di zooplancton. Alla fine dell'autunno si
avvicinano alle coste, o risalgono i fiumi, per raggiungere le aree di
riproduzione situate in acque basse. Dopo la frega ritornano in profondità
per svernare.
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Alimentazione - La dieta comprende microrganismi planctonici ed
invertebrati bentonici, con modificazioni
stagionali nella composizione. In estate la componente planctonica
aumenta, mentre durante il resto dell'anno prevalgono
gli invertebrati bentonici, come crostacei, molluschi, vermi,
larve ed adulti di insetti. Gli esemplari di taglia maggiore predano anche piccoli pesci
(Osmerus eperlanus),
avannotti ed uova di
altre specie. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge in
ottobre - novembre, quando la temperatura dell'acqua scende sotto i 5 °C,
con picco di intensità massima tra la fine di ottobre e la prima settimana
di novembre. La frega avviene sotto il ghiaccio in acque basse, a profondità
comprese tra 1.5 e 5 m, generalmente su substrato roccioso o misto a
ghiaia e pietrisco.
Dopo la fecondazione le uova affondano e
sono trascinate passivamente fino ad arenarsi tra gli interstizi del
substrato. La schiusa avviene alla fine di aprile, con temperatura
dell'acqua di 6 - 8 °C. Le larve giacciono
sul fondale fino a sacco vitellino completamente assorbito. In seguito gli avannotti
conducono vita pelagica. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni.
In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il quarto ed
il quinto anno di vita. Coregone di dimensioni medio grandi,
può raggiungere i 600 mm SL. Età massima segnalata: 15 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche, ospite di varie specie di parassiti. In acqua dolce viene predata principalmente da grandi salmonidi,
esocidi,
percidi e dal siluro d'Europa (Silurus glanis). Questi pesci
vengono catturati da molte specie di uccelli ittiofagi, come cormorani,
svassi, smerghi ed aironi. |
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Status
della specie - In natura C. maraenoides ha subito un forte
declino a partire dal 1990, quando furono interrotti i programmi di
ripopolamento. Nel lago Peipus la popolazione, mai stata numerosa, ha
subito un ulteriore calo. Nel lago Pskov, dopo un periodo di calo
costante, la specie si è estinta. In tutte le altre zone dell'area di
distribuzione originaria C. maraenoides risulta estremamente raro.
Il principale fattore di minaccia per la specie è costituito
dall'eccessiva pressione di pesca, spesso esercitata con metodi illegali
ed in periodo di divieto. C. maraenoides è comunque allevato da
molte acquacolture commerciali, e sopravvive come specie introdotta in
vari bacini fuori dal suo areale originario. |
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Protezione -
C. maraenoides è protetta da leggi nazionali che ne regolano lo sfruttamento
commerciale, istituendo misure minime e periodi di divieto. Nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources) la specie è classificata specie vulnerabile (VU B1ab (iii, iv,
v) + D2, Vulnerable). |
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Valore
economico - Ricopre un notevole interesse commerciale. Le sue carni
aromatiche e delicate, sono ritenute molto pregiate. Viene regolarmente
allevata in acquacoltura e commercializzata, fresca o refrigerata,
in molti mercati della Russia. Specie di interesse naturalistico
(endemismo del Baltico). |
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Pesca - La specie ha un discreto valore per
la pesca sportiva, le sue abitudini alimentari la rendono pesce difficile
da catturare, per cui risulta molto apprezzato dagli sportivi. La pesca
professionale è regolamentata, e viene esercitata con reti da
posta, da circuizione, e da pescherecci commerciali. |
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