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Il coregone tozzo, Coregonus nasus (Pallas, 1776)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 81 - 98. Branchiospine: 19 - 24. Vertebre: 60 - 65. Pinna dorsale: I; 10 - 13. Pinna anale: I; 11 - 14. Pinne pettorali: 16 - 17. Pinne ventrali: 11 - 12.

 

 

Descrizione - Corpo robusto, a sezione trasversale ovale, compresso lateralmente. Nel complesso appare più tarchiato rispetto alle specie congeneri, l'altezza massima del corpo è equivalente al 18 - 27% SL. Testa relativamente piccola, di lunghezza pari al 15 - 20% SL. Bocca in posizione inferiore. L'altezza della mascella superiore è compresa circa 2.5 volte nella sua lunghezza. Il limite posteriore della mascella superiore non arriva al bordo dell'orbita. Muso corto ed ottuso, inclinato bruscamente verso il basso all'altezza delle narici. Piastra rostrale di lunghezza pari a circa 1.5 volte la sua altezza. Branchiospine brevi, di lunghezza inferiore ad un quinto della larghezza infraorbitale. Squame cicloidi numerose, di medie dimensioni, debolmente inserite nel derma. Linea laterale mediana. Pinna caudale biloba. Pinne ventrali provviste di processo ascellare. Pinna adiposa relativamente grande. Colore di fondo del dorso da verde oliva o verde brunastro a quasi nero, fianchi e lati del capo argentei con riflessi grigiastri, ventre di colore bianco giallastro argentato. Pinne translucide, di colore grigio più o meno scuro negli adulti, più pallido negli immaturi.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini - Specie tipica di acque fredde, pulite e ben ossigenate, diffusa in grandi laghi e fiumi di pianura, raramente si incontra in mare, in acque con salinità non superiore al 9 - 15 ‰. Esistono forme lacustri e anadrome di estuario. Gli adulti delle popolazioni anadrome iniziano la migrazione a monte a fine luglio - agosto, raggiungendo i siti di riproduzione da ottobre - novembre. Dopo la frega ritornano a valle, per svernare nelle zone più profonde del corso inferiore dei fiumi, insieme con gli immaturi delle classi età superiori. Le popolazioni lacustri risalgono gli immissari o si spostano presso le coste. In primavera gli avannotti scendono a valle dai luoghi di nascita, trascinati dalle inondazioni generate dal disgelo, ed iniziano la fase trofica nelle pianure inondate e nelle lanche alluvionali, dove restano fino al raggiungimento della maturità, se gli specchi d'acqua sono abbastanza grandi da non seccare, oppure fino alla fine dell'estate, per poi trasferirsi nel corso principale dei fiumi o nei laghi più profondi.

 

 

Alimentazione - Le larve e gli avannotti si nutrono di zooplancton, gli adulti di organismi bentonici, soprattutto larve di chironomidi e molluschi. Gli esemplari più grandi si cibano anche di avannotti e piccoli pesci. Le preferenze alimentari sono condizionate dalle caratteristiche trofiche dell'ambiente, in grado di determinare anche velocità di accrescimento e dimensioni massime degli esemplari.

 

 

Riproduzione - La riproduzione si svolge da ottobre a dicembre, a seconda delle condizioni ambientali. In alcune zone della Siberia si svolge in luglio - agosto. La frega dura 5 - 7 giorni, avviene in acque basse, spesso sotto il ghiaccio, in tratti a corrente veloce con substrato a sabbia e ghiaia. Le coppie di riproduttori scavano una depressione nella ghiaia dove depongono le uova, successivamente ricoprono il nido ed abbandonano la covata. Le uova restano sepolte tra la ghiaia fino alla schiusa. A seconda della temperatura dell'acqua, lo sviluppo embrionale richiede da due a tre mesi. Dopo la nascita le larve restano nascoste tra la ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K = 0.10 - 0.30; tm = 7; tmax = 15; Fecondità = 10,000). La maturità sessuale viene raggiunta tra il terzo ed il quarto anno d'età. Specie di grandi dimensioni Lunghezza massima segnalata: 710 mm TL (media 460 mm). Peso massimo pubblicato: 16.0 kg. Età massima riportata: 15 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie batteriche, come la peste enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri) e virali, ed è ospite di vari parassiti. Viene predata da esocidi e da grandi salmonidi, specialmente durante i primi stadi di vita. C. nasus rientra nella dieta di mammiferi marini e di varie specie di uccelli ittiofagi.

 


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Status della specieC. nasus risulta comune e localmente abbondante in gran parte dell'area di distribuzione, non sono segnalate particolari cause minacciata. La forte pressione di pesca è bilanciata dall'inaccessibilità relativa dell'habitat. La distribuzione artica garantisce la protezione delle aree di frega, di solito situate in località quasi del tutto disabitate.

 

 

Protezione - La specie è protetta da leggi comunitarie e nazionali (coregoni in generale), con misure minime e periodi di divieto. In Russia leggi nazionali ne regolano lo sfruttamento commerciale. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie hs un notevole interesse commerciale, le sue carni aromatiche e delicate sono ritenute molto pregiate. C. nasus risulta molto apprezzato in tutti i paesi dell'ex URSS. La specie viene commercializzata fresca, refrigerata, conservata, affumicata o seccata.

 

 

Pesca - La specie non ha valore per la pesca sportiva, la sua area di diffusione la rendono pesce quasi impossibile da raggiungere per gli appassionati. In ogni caso i pescatori amatoriali russi la insidiano praticando dei fori nel ghiaccio. La pesca viene praticata quasi esclusivamente a scopo commerciale, con pescherecci o reti da posta e da circuizione.

 

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