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Il coregone nasello,
Coregonus oxyrinchus
(Linnaeus, 1758) |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 36 - 44. |
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Descrizione
- Aspetto generale robusto, corpo slanciato, a sezione trasversale ovale,
compresso lateralmente e con gibbosità predorsale piuttosto marcata. Testa
relativamente piccola. Muso prominente, lungo circa due volte il diametro
oculare. Bocca in posizione terminale, con mandibola più corta della
mascella. Mascelle prive di denti. Linea laterale in posizione mediana sui
fianchi. Pinna caudale biloba, con apici appuntiti. Livrea argentea con
riflessi blu verde o blu grigio sul dorso, progressivamente più chiara sui
fianchi, bianca sul ventre. Pinne translucide, dorsale e caudale più scure
e spesse, pinne pettorali, ventrali ed anale translucide, di colore
grigio, con sfumature bruno giallastre. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Le fonti letterarie con notizie sull'ecologia della specie sono
scarse e molto rare. Specie di acque salmastre, era diffusa nel tratto
inferiore dei fiumi più grandi. Non esistono prove che entrasse in acque
salate marine. I branchi
stazionavano per la maggior parte dell'anno negli estuari. Da ottobre a
dicembre i riproduttori risalivano i fiumi raggiungere le aree di frega in
acqua dolce. Gli avannotti e gli immaturi svolgevano la fase trofica in
acque salmastre.
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Alimentazione - La dieta comprendeva elementi
del fitoplancton e dello zooplancton, ma si nutriva anche di organismi
bentonici, come molluschi, oligocheti, crostacei isopodi, larve di
ditteri, uova di pesci (comprese quelle della propria specie) ed
avannotti. La composizione in percentuale era soggetta a modificazioni
stagionali e legata alle disponibilità trofiche dell'habitat. Le
larve e gli avannotti si cibavano di microrganismi planctonici. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolgeva
tra ottobre e dicembre, in acque basse, correnti, con substrato composto da ghiaia e sabbia.
Le coppie di riproduttori deponevano le uova in una depressione scavata
sul fondale, successivamente ricoprivano ed abbandonavano la covata. Le
uova giacevano tra gli interstizi del substrato fino alla schiusa. Ogni
femmina produceva varie migliaia di uova per stagione. Lo sviluppo
embrionale durava un circa paio di mesi. |
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Accrescimento e resilienza - Specie estinta,
era di taglia relativamente grande, in letteratura sono segnalati esemplari di taglia superiore
a 470 mm SL. La maturità sessuale era raggiunta in entrambi i sessi a 3 -
4 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie era soggetta a malattie
virali e batteriche, ed era ospite di varie specie di parassiti. Veniva
predata da pesci predatori, come salmonidi ed esocidi, e da uccelli
ittiofagi. |
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Status
della specie - La specie non è stata più segnalata a partire dal
1940. C. oxyrinchus si alimentava negli estuari e nelle acque
salmastre costiere, zone in cui si concentrava l'inquinamento proveniente
dalle città industriali dell'interno. Questa specie, molto sensibile
all'inquinamento, fu una delle prime a soccombere alle mutate condizioni
ambientali. A partire dal dopoguerra, sono state avviate molte campagne
d'indagine (la più recente nel 2005) nel suo precedente areale di
distribuzione, ma la specie non è più stata avvistata. |
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Protezione
- Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) C. oxyrinchus è classificata come specie
estinta. |
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Valore
economico - Specie estinta. |
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Pesca - Specie estinta. |
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