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Il
coregone peled, Coregonus
peled (Gmelin,
1789)
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale - 76 - 104 (di norma 87
- 90). Branchiospine: 46 - 69 (di norma 53 - 65). |
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Descrizione
- Corpo robusto, compresso in senso laterale, con altezza massima
pari al 22 - 31% SL. Testa relativamente piccola. Bocca in posizione
subterminale. Mascella inferiore leggermente sporgente in avanti. Il
limite posteriore della mascella superiore raggiunge il bordo anteriore
dell'orbita. Mascellare e inframascellare privi di denti. Muso corto,
privo di piastra rostrale. Squame cicloidi numerose, lassamente inserite
nel derma. Linea laterale in posizione mediana sui fianchi. Pinna caudale
biloba. Livrea argentea con riflessi verdastri o blu grigio sul dorso,
progressivamente più chiara sui fianchi, bianca sul ventre. Spesso sono
presenti sfumature rosate. Sulla testa e sulla pinna dorsale degli
esemplari selvatici si osservano spesso piccole macchie scure. Pinne
translucide. con dorsale e caudale con sfumature di tinta simile a quella
del dorso, pinne pettorali, ventrali ed anale sfumate di giallo bruno. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Le caratteristiche etologiche variano a secondo delle
popolazioni considerate. Le forme fluviali vivono stabilmente nei grandi
fiumi del nord di Russia e Siberia, e compiono migrazioni riproduttive
risalendo i corsi d'acqua anche per molti chilometri. Altre popolazioni
sono semipelagiche, svolgono la fase trofica nei laghi e si riproducono
nelle acque correnti degli immissari. La forma di grandi dimensioni vive
nei laghi più grandi, trattenendosi generalmente negli strati profondi
della colonna d'acqua. La forma nana ha abitudini simili alla precedente.
Tutte le popolazioni sono gregarie e formano branchi numerosi.
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Alimentazione - La dieta comprende
zooplancton (soprattutto crostacei), invertebrati bentonici, in
particolare bivalvi e larve di insetti, e di insetti predati in
superficie. Gli esemplari di taglia maggiore si cibano anche di uova ed avannotti. La composizione in percentuale
è soggetta a modificazioni stagionali e legate alla capacità trofiche
dell'habitat. |
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Riproduzione - Il periodo riproduttivo varia
a secondo della popolazione, della latitudine e dell'andamento climatico
dell'anno in corso. Generalmente la frega si svolge con temperatura
dell'acqua di 2 - 3 °C, in autunno - inverno, ma può essere
anticipata alla fine dell'estate in anni particolarmente freddi. Nei laghi
più settentrionali la frega si svolge sotto il ghiaccio. La profondità dei
siti di riproduzione dipende dallo spessore del ghiaccio e dalle
variazioni del livello delle acque, di norma è compresa tra 1 e 3 metri.
Nelle femmine
le uova maturano molto in fretta, di norma poco prima della frega. La
maggior parte delle femmine depone le uova ogni anno. La deposizione
avviene su sabbia compatta nei bassi fondali dei laghi, su sabbia, ghiaia
o roccia nei fiumi. Gli accoppiamenti si succedono per 12 - 16 giorni. Le
coppie di riproduttori scavano una depressione nella ghiaia e vi depongono
i gameti, successivamente ricoprono la covata e si allontanano. Le uova
restano sepolte tra la ghiaia fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale
richiede da due a tre mesi. Dopo la nascita le larve restano nascoste tra
la ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K = 0.10). Le
varie popolazioni hanno tasso di crescita diverso. La maturità sessuale
viene raggiunta tra 3 e 6 anni, i maschi maturano un anno prima rispetto
alle femmine. Lunghezza massima riportata: 500 mm TL. Peso massimo
pubblicato: 5.000 gr. La durata della vita è di circa 12 - 13 anni (5 - 6
nella forma nana). |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie batteriche,
come la peste enterica della bocca rossa (Yersinia
ruckeri) e virali, ed è ospite di
vari parassiti. Viene predata da esocidi, percidi, siluridi e grandi
salmonidi, entra anche nella dieta di cormorani, svassi, aironi ed altri
uccelli ittiofagi. |
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Status
della specie - C. peled risulta relativamente comune ed
abbondante in tutta la sua area di distribuzione. Non sono segnalate
particolari cause di minaccia. La pressione di pesca viene bilanciata dalla relativa
inaccessibilità di alcune aree del suo habitat. La distribuzione artica
consente anche la conservazione delle aree di frega, spesso situate in
località scarsamente popolate o disabitate. Attualmente appare in
espansione per le immissioni, effettuate a scopo alieutico e commerciale, in aree
estranee alla sua naturale area di distribuzione. |
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Protezione
- La specie è protetta da leggi comunitarie e nazionali (coregoni in
generale), con misure minime e periodi di divieto. Nella Lista Rossa IUCN
(International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la
specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - La specie ricopre un notevole interesse
commerciale, le sue carni aromatiche e delicate sono ritenute molto
pregiate. Viene regolarmente allevata in acquacoltura a scopo alimentare,
e per produzione di materiale da ripopolamento. C. peled risulta
molto apprezzato nell'area scandinava, nei paesi baltici, e nell'ex URSS,
dove viene commercializzata
fresca, refrigerata, e conservata in vari modi. |
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Pesca - La specie non ha valore per la pesca
sportiva, la sua area di diffusione la rendono pesce quasi impossibile da
raggiungere per gli appassionati. In ogni caso i pescatori amatoriali
russi la insidiano praticando dei fori nel ghiaccio. C. peled è
pescata quasi esclusivamente a scopo commerciale, con pescherecci o reti
da posta e da circuizione. |
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