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Il bieloribitza, Stenodus leucichthys

(Güldenstädt, 1772)

 

Caratteri meristici - Branchiospine: 17 - 27. Vertebre: 64 - 70. Ciechi pilorici: 191 - 193. Squame in serie laterale: 88 - 121. File di squame sopra la linea laterale: 8 - 13. File di squame sotto la linea laterale: 10 - 12. Pinna dorsale: II - VI; 8 - 13. Pinna anale: II - V; 9 - 16.

 

 

Descrizione - Corpo robusto, di aspetto slanciato, leggermente compresso lateralmente. Testa grande, di larghezza pari al 30 - 40% della sua lunghezza, e con distanza infraorbitale equivalente al 20 - 26% della lunghezza del capo. Bocca in posizione terminale, ampia, e con mascella inferiore sporgente. Squame cicloidi, numerose, debolmente inserite nel derma. Linea laterale in posizione mediana sui fianchi. Pinna dorsale alta ed appuntita. Pinna caudale biloba. Pinne pelviche con processo ascellare ben sviluppato. Dorso più o meno scuro, di colore variabile da verde a bluastro o marrone chiaro, fianchi progressivamente più chiari procedendo verso il ventre di colore bianco argenteo. Nelle cellule dermiche sono presenti microcristalli che danno alla parte esposta delle squame ed alle ossa opercolari un colore argenteo metallico. Pinne dorsale e caudale grigie con bordo scuro, altre pinne translucide di colore grigio pallido.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante il periodo di frega i maschi sviluppano tubercoli nuziali sulla testa e su entrambi i lati del ventre.

 

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Habitat e abitudini Questa specie endemica si è probabilmente originata a partire da un antenato in comune con S. nelma, penetrato nel Mar Caspio dal bacino del Mar Glaciale Artico durante l'ultimo periodo glaciale, attraverso una catena di laghi e fiumi interconnessi. Specie eurialina, migratrice anadroma. Svolge la fase trofica in acque marine e salmastre, risale i fiumi per riprodursi in acqua dolce. Prima della costruzione della diga di Volgograd (1959), i riproduttori risalivano il Volga anche per oltre 3.000 km, prima di raggiungere le aree di frega. Nel Mar Caspio i branchi di S. leucichthys si trattengono generalmente in ambiente pelagico, stazionando a profondità inferiori a 60 - 65 m (ottimale 25 - 45 m). La specie risulta relativamente frequente nella zona nord del bacino, rara nel settore occidentale. Berg (1948-1949) riporta che in estate i branchi si trasferiscono nelle zone centrali e meridionali del Mar Caspio, per fare ritorno a nord nella prima metà di settembre, quando la temperatura dell'acqua scende sotto 8 - 10 °C. Sporadici esemplari sono segnalati da Kazancheev (1981), come presenti all'inizio dell'estate lungo le coste del Dagestan e dell'Azerbaigian. In autunno in riproduttori migrano dal mare aperto verso le foci dei fiumi. La gran parte degli esemplari risale il fiume volga, solo una minima parte entra nei fiumi Terek ed Ural. La durata della migrazione può richiedere anche un intero anno. Durante le migrazioni riproduttive gli adulti non si alimentano. All'inizio della risalita, il contenuto in grassi della massa corporea di esemplari catturati ad Astrakhan (foce del Volga) è stato calcolato al 26% del peso totale, mentre all'arrivo nelle zone di riproduzione del fiume Ufa la quantità era scesa al 14% e, dopo la deposizione, la percentuale di grassi è risultata del 1,5% per le femmine e del 1,6% per i maschi. Il forte stress subito dai riproduttori durante la migrazione e la frega porta alla morte di numerosi esemplari. I sopravvissuti fanno ritorno al mare immediatamente dopo la deposizione delle uova. Gli avannotti migrano verso le foci subito dopo l'assorbimento del sacco vitellino. Si trattengono in mare ed in acque salmastre fino al raggiungimento della maturità (Coad, 2010). In cattività gli avannotti sopportano temperature fino a 25 °C, ma in natura non si osservano in acque a temperature superiori a 20 °C (www.caspianenvironment.org).

 

 

Alimentazione - La dieta degli adulti è esclusivamente ittiofaga. Nel Mar Caspio si cibano di varie specie di pesci, come ghiozzi (Gobiidae), Ciprinidi del genere Rutilus, Atherina boyeri, immaturi di lucioperca, clupeonelle ed alose. Il contenuto stomacale di esemplari adulti catturati in mare aperto si è rivelato composto per il 97 - 99% da clupeonelle e latterini (www.caspianenvironment.org). Dopo 7 - 10 giorni di vita gli avannotti si cibano di zooplancton, ma iniziano a predare avannotti di altre specie già al primo mese di vita.

 

 

Riproduzione - La frega si svolge dopo l'arrivo dei pesci nelle aree di riproduzione, in genere tra ottobre e novembre, con temperatura dell'acqua compresa tra  0.2 e 6.0 °C, in acque ben ossigenate, sopra letti di ghiaia. La maggioranza degli esemplari si riproduce solo una o due volte nell'arco del proprio ciclo vitale, solo eccezionalmente alcune femmine riescono a riprodursi per tre volte, e dopo la frega possono trascorrere 2 - 3 anni prima di un secondo ciclo. La fecondità è relativamente elevata, per stagione la femmina può produrre fino a 390.000 uova. Di norma le uova ovariche rappresentano circa il 26% del peso corporeo della femmina. Le uova sono piuttosto piccole, hanno diametro di circa 2.4 mm, sono leggermente adesive e dopo la fecondazione aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede 180 - 200 giorni e le schiuse si verificano in primavera.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K = 0.05 - 0.10; tm = 9 - 12; tmax = 22; Fecondità = 80.000). La maturità sessuale viene raggiunta dalle femmine tra i 6 e gli 8 anni, mentre dai maschi tra i 5 ed i 6 anni di vita (Letichevskiy, 1981). All'arrivo nelle aree di frega le femmine hanno taglia di  85 - 105 cm, con un peso di  5.5 - 9.5 kg, ed i maschi di 75 - 100 cm, con peso di 3.5 - 7.5 kg. Nelle popolazioni del fiume Volga la durata massima della vita è di circa 12 anni per le femmine, e di circa 8 anni per i maschi.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie batteriche, come la peste enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri) e virali, ed è ospite di vari parassiti. Durante i primi stadi di vita è preda di esocidi, percidi e grandi salmonidi. Rientra nella dieta della foca del Caspio (Pusa caspica) e di cormorani, svassi, aironi ed altri uccelli tuffatori.

 


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Status della specie - Le popolazioni naturali sono state dichiarate estinte, la sopravvivenza della specie dipende esclusivamente da semine di materiale prodotto in acquacoltura. I principali territori di frega di S. leucichthys erano situati nel fiume Volga, per cui la specie subì un drastico declino dopo la costruzione della diga di Volgograd. Negli anni '60, la popolazione totale di S. leucichthys era stimata a solo 2.000 esemplari ma, grazie ai ripopolamenti, è risalita a 17.000 pesci all'inizio degli anni '90 (Mina, 1992). Nelle due decadi 1961 - 1980, gli incubatoi ittici del Delta del Volga hanno prodotto circa 72.4 milioni di avannotti da destinare al ripopolamento. Inoltre, per supportare la riproduzione della specie, furono costruiti nuovi terreni di frega in ghiaia (Letichevskiy, 1981). Purtroppo negli anni tra il 1996 ed il 1999, furono seminati solamente 600.000 immaturi, e la popolazione di riproduttori subì una nuova forte riduzione. Nel 2004, sono stati catturati solo 100 riproduttori sotto la diga di Volgograd. Gli esemplari della popolazione che si riproduceva nel fiume Ural, già considerati rari negli anni '60, non sono stati più avvistati a partire da quella data. La specie è minacciata dalla crescita della pesca illegale nel Volga e nel Mar Caspio. Inoltre nel bacino settentrionale del fiume Volga è stato introdotta la specie congenere S. nelma, che risulta in piena espansione, minacciando seriamente la sopravvivenza delle popolazioni superstiti e del materiale da allevamento attraverso ibridazione.

 

 

Protezione - La specie è protetta da leggi nazionali con misure minime e periodi di divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata estinta in natura (EW, Extinct in the Wild).

 

 

Valore economico - Specie di interesse naturalistico (endemica del bacino del Mar Caspio) e di notevole interesse commerciale. Ha carne ricca, delicata con massa grassa del 18 - 26%, molto ricercata per il confezionamento di prodotti affumicati. Viene regolarmente allevata in acquacoltura, sia per produzione di materiale da ripopolamento, sia per uso alimentare. Prima della costruzione delle dighe era una delle specie più importanti per l'industria della pesca in ex Unione Sovietica, i pesci venivano catturati in mare o nel Volga durante la migrazione riproduttiva. Fino a 110.000 esemplari venivano catturati ogni anno nelle acque del Volga e del Mar Caspio.

 

 

Pesca - La specie ha un discreto valore per la pesca sportiva, risulta molto apprezzato dagli sportivi che ne richiedono il ripopolamento. La pesca professionale è rigidamente regolamentata, viene generalmente esercitata nel Caspio con reti trainate da pescherecci. Purtroppo la pressione della pesca esercitata di frodo, rischia di compromettere gli sforzi fatti per ricostituire stock naturali di S. leucichthys.

 

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