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Il genere Salmo  Linnaeus, 1758

Specie tipo - Salmo salar Linnaeus, 1758.

Etimologia - Latino, salmo, Plinius = pesci simili alla trota.

Opinioni sulla nomenclatura - In Official List (Opinione 77, Direttiva 56). "Salmus" è un errore di trascrizione. Nomenclatura generica valida come "Salmo" Linnaeus 1758, secondo Svetovidov 1973:145, Svetovidov in Whitehead et al. 1984:380, Kendall & Behnke 1984:144, Behnke 1984:125, Araga in Masuda et al. 1984:38, Paxton et al. 1989:164, Wu & Wu 1992:128, Stearley & Smith 1993:20, Jenkins & Burkhead 1994:580, Dorofeeva & Savvaitova 1998:35, Mednikov et al. 1999:14, Dyer 2000:89, Mecklenburg et al. 2002:194, Bogutskaya & Naseka 2004:155.

Il genere Salmo comprende Salmonidi di taglia media e grande, caratterizzati da corpo fusiforme, robusto, a sezione ovale compressa lateralmente. Bocca grande, armata di denti robusti, presenti sulle mascelle, sul vomere, sui palatini e sulla lingua. Vomere lungo e stretto, con denti sia sulla testa che sullo stelo. Scheletro craniale con parietali separati, ossa postorbitali separate dal preopercolo. Squame cicloidi relativamente piccole e ben inserite nel derma. Da 110 a 200 squame lungo la linea laterale. Pinna anale con da 7 a 10 raggi divisi. Stomaco provvisto di appendici piloriche. Pinna caudale sempre priva di macchie. Gli immaturi presentano macchie "parr".

Le specie di questo genere sono tipiche di acque fredde e ben ossigenate, alcune sono eurialine e compiono migrazioni anadrome, altre sono stanziali in torrenti fiumi e laghi. La loro area di distribuzione originale interessa i bacini idrogeografici dell'Oceano Atlantico settentrionale, del mar Mediterraneo e di gran parte dell'Asia settentrionale. Specie appartenenti a questo genere vengono allevate nelle zone temperate e fredde di quasi tutto il mondo, sia per l'alimentazione, sia per la pesca sportiva. Attualmente il gruppo ha diffusione pressoché globale, a causa delle numerose specie introdotte in aree estranee ai loro luoghi d'origine, dove spesso hanno causato gravi danni alle popolazioni ittiche autoctone.

Il numero e le caratteristiche delle specie appartenenti al genere Salmo sono controversi. I pesci appartenenti a questo gruppo presentano una marcata plasticità fenotipica, spesso hanno caratteristiche meristiche e morfometriche variabili in relazione alle disponibilità trofiche ed alla tipologia del loro habitat. Esiste inoltre una elevata possibilità di ibridazione tra individui appartenenti a specie diverse, favorita dalle molteplici immissioni effettuate a scopo alieutico o per favorire la pesca professionistica. Attualmente esistono molte interpretazioni diverse sul valore effettivo di molte specie. Alcuni autori tendono a voler ridurre il numero a pochi taxa principali, altri propendono ad accettare come valide specie diverse popolazioni identificate in base a particolari caratteristiche genetiche. In attesa di avere a disposizione una opinione unanimemente condivisa, noi preferiamo riportare tutte le specie o presente tali, riportate in letteratura e riconosciute da ICZN, l'Istituto centrale di Nomenclatura Zoologica, e riportate nell'elenco delle specie ittiche di W. N. Eschmeyer (California Academy of Sciences) versione aggiornata ad aprile 2006.

In base ai dati di Eschmeyer, il genere comprende attualmente circa 30 specie, 26 presenti nelle acque europee.

  Genere Specie  
Salmo

Salmo aphelios

Salmo balcanicus

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Salmo carpio

Salmo cettii

Salmo dentex

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Salmo ferox

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Salmo fibreni

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Salmo ischchan

Salmo labrax

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Salmo letnica

Salmo lumi

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Salmo macedonicus

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Salmo macrostigma

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Salmo marmoratus

s_nigripinnis.jpg (45898 byte) Salmo nigripinnis

Salmo obtusirostris

Salmo pelagonicus

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Salmo peristericus

Salmo rhodanensis

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Salmo salar

Salmo schiefermuelleri

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Salmo stomachicus

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Salmo taleri

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Salmo trutta

Salmo visovacensis

Salmo zrmanjaensis

Distribuzione geografica - Il genere è autoctono in tutta l'Europa, in parte del Nord Africa, in gran parte dell'Asia e nel versante atlantico del Nord America. In Italia sono indigeni 5 taxa. Due sono endemici ed ad areale puntiforme, il carpione (Salmo carpio), presente nel solo lago di Garda ,ed il carpione del Fibreno (Salmo fibreni), diffuso nel solo lago di Posta Fibreno nel Lazio. Tre sono le specie maggiormente diffuse, la cui distribuzione originaria è riportata nella figura in basso, la trota marmorata (Salmo marmoratus), la trota fario (Salmo trutta fario), e la trota macrostigma, attualmente sostituita in quasi tutto il suo areale originario da fario introdotte.

 

Distribuzione originaria del genere Salmo in Italia

Distribuzione originaria del genere Salmo in Italia

 

Interazione intragenerica con altri generi di Salmonidi - Le specie del genere Salmo originano ibridi tra loro e talvolta anche con specie di altri generi (ad esempio Salvelinus). Tali ibridazioni sono però facilmente prodotte solo in condizioni sperimentali, mentre risultano poco frequenti o eccezionali in condizioni naturali.

Difficoltà nello studio del genere Salmo - Gli studi sulla sistematica del genere Salmo sono sempre stati molto difficili anche a causa dell'estrema plasticità con cui le popolazioni reagiscono a fattori ambientali e fisiologici. L'età, l'habitat, il nutrimento, lo stimolo della riproduzione e le malattie a cui vanno soggetti hanno una grande influenza sulle specie di questo genere; la facilita con cui avvengono fecondazioni incrociate, e si originano ibridi i quali possono riprodursi fra loro o con individui delle specie da cui derivano - danno luogo a forme nuove, più o meno costanti, che inducono sovente in errore gli ittiologi più esperti. La tinta e il disegno della livrea e l'aspetto di molte parti del corpo variano a seconda del sesso e dell'età, secondo la stagione, secondo il luogo e anche in base ai cibi di cui l'animale si nutre; inoltre, il rapporto esistente tra le varie parti del corpo non e costante, cosi come non lo sono neppure la mole e il peso. Può variare anche il numero dei denti e la forma della mandibola, che nei vecchi maschi, al momento del passaggio dal mare nelle acque dolci, si prolunga in una appendice connettivale adunca. Le pinne sono un'ulteriore prova di questa variabilità, sia per quel che concerne il numero dei raggi, sia per l'aspetto esteriore. Le squame possono risultare più o meno grandi. Variabile è pure il numero delle vertebre.

Uno dei primi ittiologi che si dedicarono allo studio di questo genere fu il Günther, che scrive nella sua opera: "L'alimentazione influisce più sul colore della carne che non su quello delle parti esterne; cosi, per esempio, gli individui adorni di un disegno spiccato hanno carni incolori, mentre quelli ben nutriti presentano una carne rosea e gustosa, quantunque il loro abito esterno sia meno appariscente. Il tipico color roseo della carne di salmone deriva dalla presenza di due carotenoidi, che hanno proprietà vicine a quelle delle sostanze coloranti di molti crostacei prediletti come cibo da questi pesci. L'acqua " continua Günther "esercita una grande influenza sulle loro tinte; le trote adorne di spiccate macchie ocellari s'incontrano per lo più nei ruscelli limpidi e correnti o nei laghetti alpini esposti al sole; quelle che popolano i laghi estesi a fondo ghiaioso sono di color bianco argenteo e le loro macchie ocellari vengono per lo più sostituite da macchie nere foggiate a 'X'. Nei laghi paludosi e nelle torbiere le trote presentano infallibilmente una tinta oscura; chiuse in buche tenebrose diventano addirittura nericce."

Lo studio della sistematica e della zoogeografia del genere Salmo si complica anche per cause antropiche: a causa del ruolo importante dal punto di vista commerciale e della pesca sportiva svolto dalla maggior parte delle specie, in gran parte d'Europa vengono svolte massicce semine di materiale selezionato e prodotto in piscicoltura. La pratica delle semine, che dura da oltre un secolo, ha alterato l'originale distribuzione geografica delle popolazioni e ha provocato fenomeni di "inquinamento genetico" nelle popolazioni naturali. Data la relativa facilità con la quale le varie forme di Salmo si ibridano tra loro, in molti casi si sono annullate intere popolazioni, dotate di particolari caratteristiche sviluppatesi spesso dopo una lunga storia evolutiva. Per questi motivi individuare popolazioni indigene "pure", immuni da contaminazione genetica da parte di materiale introdotto, è diventata un'opera quasi impossibile.

Ecotipi o specie ? - La classificazione dei pesci di questo genere è sempre molto difficile, anche perché molti autori prestano attenzione quasi esclusivamente alla fauna ittica del proprio paese, ignorando dati fondamentali provenienti da altre aree.

I primi autori ritenevano che le trote di mare, di lago e di torrente fossero specie distinte (Linnaeus, 1758; Günther, 1866), per quasi tutto il '900 i testi sull'ittiofauna europea, citano come valide soltanto due sole specie indigene: il salmone atlantico, S. salar, migratore anadromo diffuso nei bacini settentrionali del continente, e la trota, S. trutta, costituita da popolazioni anadrome ed altre stanziali in acqua dolce, presente con varie sottospecie e forme in tutto il continente. S. trutta, veniva e continua ad essere divisa in tre sottospecie o ecotipi: la trota di mare (S. trutta trutta), la trota fario o di torrente (S. trutta fario) e la trota di lago (S. trutta lacustris). Questa convinzione è stata recentemente messa in crisi dallo sviluppo dei mezzi d'indagine genetica. In vari studi è emerso come le popolazioni di trote europee siano spesso geneticamente diverse e isolate a livello riproduttivo. Di fatto si tratta di specie diverse.

Indubbiamente i dati recenti mostrano come in alcuni bacini i differenti ecotipi costituiscono una singola popolazione genetica, mentre in altri gli ecotipi sono geneticamente distinti. Analizzando ogni singola popolazione si prospettano tre alternative:

 

1) i differenti ecotipi sono geneticamente distinti e riproduttivamente isolati, in questo caso si tratta ovviamente di singole specie;

2) i differenti ecotipi non sono distinguibili geneticamente (o le tecniche usate non hanno permesso di evidenziare le differenze) ma sono riproduttivamente isolati, conformemente alla definizione di specie si tratta di specie distinte;

3) i differenti ecotipi non sono distinguibili geneticamente e non sono riproduttivamente isolati, in questo caso si tratta di una singola specie.

 

Stock di popolazioni simpatriche composti da ecotipi geneticamente distinti e riproduttivamente isolati, sono noti dal lago Bunnersjöarna in Svezia (Ryman, 1979), Lough Melvin  e Lough Neag in Irlanda (Ferguson & Mason, 1981; Ferguson & Fleming, 1983; Ferguson, 1986; Ferguson & Taggart, 1991; McVeig et al., 1995; Crozier & Ferguson, 1986), e dal lago Sevan in Armenia (Dorofeyeva & Rukhyan, 1982). Sono anche stati identificati molti stock analoghi in Svezia ed in Norvegia. Altre popolazioni, non distinguibili geneticamente ma riproduttivamente isolati, sono state segnalate in laghi dei Balcani (lago di Prespa e di Ocrida) ed in altri bacini scandinavi e russi. 

Alla luce dei dati più recenti, risulta chiaro che non tutte le popolazioni identificate nei gruppi lacustre, marino e di torrente, siano ecotipi di un unica specie. Spesso si riescono ad identificare vere e proprie specie, caratterizzate da genetica e storia evolutiva diverse. 

Bibliografia - E. Tortonese, 1970, Fauna d'Italia vol X, Osteichthyes, Pesci Ossei. Edizioni Calderini Bologna.

Crivelli, A.J., 1996 The freshwater fish endemic to the Mediterranean region. An action plan for their conservation. Tour du Valat Publication, 171 p.

Gandolfi, G., S. Zerunian, P. Torricelli and A. Marconato (eds.), 1991, I pesci delle acque interne italiane. Ministero dell'Ambiente e Unione Zoologica Italiana. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Kottelat, M., 1997. European freshwater fishes.. Biologia 52, Suppl. 5:1-271.

S. Zerunian, 2002, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia. Edizioni Agricole de Il Sole 24 ORE Edagricole srl. Bologna.


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