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Trota di Struga o kresnica, Salmo balcanicus
(Karaman, 1927) |
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Caratteri
meristici - Gli unici dati disponibili provengono da un
campione costituito da esemplari di tutte le quattro specie presenti nel
lago: S. balcanicus,
S. letnica, S. aphelios (aestivalis) e S. lumi.
Squame sulla linea laterale: 105 - 116.
Branchiospine: 18 - 24. Vertebre: 49 - 52. Pinna dorsale: III - V; 8 - 10.
Pinna anale: III - V; 7 - 9. Pinne pettorali: 11 - 13. Pinne ventrali: 8.
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Descrizione
- S. balcanicus fa parte del gruppo di salmonidi endemici
presenti nel bacino del lago di Ocrida, con cui viene spesso confusa, che
differiscono morfologicamente per alcune caratteristiche osteologiche
illustrate e discusse da Dorofeyeva et al. (1983). Corpo fusiforme,
slanciato, a sezione ovale compressa in senso laterale. Testa
relativamente piccola e tozza. Muso relativamente corto. Bocca ampia, in
posizione mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino
circa alla corrispondenza il centro del diametro dell'occhio o poco oltre.
Denti piccoli, robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui
palatini, sulla lingua e sul vomere. Squame cicloidi di piccole
dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di 55 -
74 ciechi pilorici. Pinne ben sviluppate. Pinne ventrali con inserzione in
corrispondenza del centro della pinna dorsale. Pinna caudale omocerca, con
bordo posteriore leggermente incavato. Livrea di fondo di colore rosato,
con sfumature giallastre, brunastre ed argentate. Il dorso può assumere
colore verde bruno scuro, sfumato progressivamente sui fianchi. Sul dorso
e sui fianchi sono osservabili macchie nere e numerose macchie rosse,
distribuite in modo irregolare. Altre macchiette nere possono essere
presenti sull’opercolo. Le macchie non presentano aloni chiari. Pinne
translucide, di colore simile a quello del corpo. Si distingue da S.
aphelios anche per la carne di colore arancio. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Contrariamente a S. letnica e a S. aphelios, vive
nel settore nord occidentale del lago di Ocrida, dove si trattiene lungo
le coste, spostandosi a maggiori profondità soltanto nei mesi estivi,
quando l'aumento di temperatura non consente una buona ossigenazione
dell'acqua. Si riproduce a basse profondità, sui banchi di ghiaia presenti
nelle vicinanze e nel primo tratto del fiume emissario del lago.
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Alimentazione - La dieta è strettamente
carnivora, si compone prevalentemente di invertebrati acquatici, come
insetti e loro larve (efemerotteri, tricotteri, plecotteri e chironomidi),
crostacei, oligocheti, irudinei, aracnidi, miriapodi, pesci, loro uova ed
avannotti. Gli avannotti si alimentano di plancton e microinvertebrati
bentonici. |
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Riproduzione - La specie si riproduce in
dicembre. La frega si svolge a bassa profondità, in acque ben ossigenate e
leggermente correnti, su banchi di ghiaia e sabbie grossolane. La femmina
scava una depressione poco
profonda nel substrato e vi
depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre
ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure parentali. La
fecondità della specie non è ben conosciuta. Gli avannotti restano sepolti
nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e
cominciano a cibarsi. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. La specie ha
dimensioni medio grandi, raggiunge circa 2 - 3 kg di peso ed una
cinquantina di centimetri di lunghezza. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia
ruckeri). Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis,
agente della malattia capostorno e vari crostacei parassiti. Gli avannotti
e gli esemplari più piccoli sono predati principalmente da altri pesci,
come esocidi e percidi. Può essere vittima anche di uccelli ittiofagi,
l'aumento delle popolazioni di cormorani risulta infatti un fattore di
minaccia per la specie. Durante il periodo di incubazione, le uova sono
preda di larve di libellula e di altri pesci. |
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Status
della specie - La specie è endemica del Lago di Ocrida, le
ridotte dimensioni della sua area di distribuzione rendono la specie
particolarmente sensibile all'inquinamento ed alle
modificazioni strutturali dell'habitat da parte dell'uomo. Risulta
fortemente
minacciata dall'eccessiva pressione di pesca, dal bracconaggio, e
dall'introduzione di specie ittiche alloctone come lucioperca e persici
trota. L'immissione di trote fario di allevamento ha causato gravi danni,
sia per competizione diretta o alimentare, sia per inquinamento genetico
causato da ibridazione. Si ritiene che S. balcanicus sia
probabilmente estinta. Il terreno di frega principale non può essere più
raggiunto dai riproduttori, l'ingresso all'emissario è stato ostruito con
uno sbarramento, e due dighe hanno sommerso i ghiareti del fiume. |
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Protezione
- Esistono norme per la regolamentazione della pesca
commerciale soltanto nel settore macedone del lago. La pesca sportiva è
soggetta a misura minima e periodo di divieto. Nonostante la specie sia
endemica e rara, non figura tra quelle protette dalla Direttiva 92/43/CEE
e dalla Convenzione di Berna. S. balcanicus è inclusa nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources) come specie su cui mancano sufficienti informazioni (DD). |
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Valore
economico - Specie d'interesse faunistico (endemismo balcanico).
Specie di rilevante interesse economico. Le sue carni bianche e delicate,
sono ritenute molto pregiate. Nelle zone rivierasche costituisce un
apprezzato piatto tipico. Viene catturata prevalentemente nelle acque
della parte nord del lago di Ocrida. |
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Pesca
- La specie ha un discreto interesse per la pesca sportiva, viene
insidiata sia con esche naturali, sia con esche artificiali.
Particolarmente impiegate sono le discipline "a spinning" ed a mosca. La
pesca commerciale viene praticata da pescatori professionisti e
purtroppo da bracconieri, con nasse e reti da posta o da circuizione. |
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