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La trota di torrente padana, Salmo cf. cenerinus Nardo, 1847

 

Caratteri meristici - Status sistematico incerto, non ci sono dati pubblicati sulla morfologia.

 

 

Descrizione - Corpo fusiforme, slanciato, a sezione ovale compressa in senso laterale. Testa relativamente tozza. Bocca ampia, in posizione mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino circa alla corrispondenza con quello posteriore dell'occhio o poco oltre. Denti di medie dimensioni, robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui palatini, sulla lingua e sul vomere. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di ciechi pilorici. Pinne normalmente sviluppate. Pinne ventrali con inserzione posteriore rispetto alla corrispondenza con l'origine della pinna dorsale. Pinna caudale omocerca, con bordo posteriore diritto o debolmente incavato. Il colore di fondo della livrea varia secondo le condizioni ambientali e lo stato fisiologico del pesce. La tinta del dorso, generalmente verde bruno scuro con tonalità grigiastre, può variare fino a bruno violaceo, bruno scuro, ocra e a verde oliva con sfumature giallastre. I fianchi sono progressivamente più chiari, fino a raggiungere il ventre bianco, con sfumature giallastre più o meno marcate. La parte superiore del corpo ed i fianchi presentano numerose piccole macchie nere. Le macchie rosse e nere, circondate o meno da un alone giallo o biancastro, non sono limitate all'area della linea laterale. Macchie parr allungate verticalmente, presenti in esemplari maturi, talvolta assenti nei soggetti più anziani. Presenza di macchia opercolare nera.

 

 

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo di frega, nei maschi le mascelle si incurvano e la tinta diviene più accesa.

 

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Habitat e abitudini - Popolazioni stanziali lacustri e residenti in fiumi e torrenti. Le popolazioni di acque correnti vivono in acque con temperature estive non superiori ai 18 - 20 °C, limpide e molto ossigenate, caratteristiche di torrenti o di fiumi montani. In montagna si incontra fino alla quota di circa 2500 m. Le popolazioni lacustri raggiungono taglia maggiore e possono assumere la tipica livrea "lacustre", con colorazione argentea e macchie nere a forma di X. Nel laghi è più frequente su fondali rocciosi dove siano presenti cavità naturali, i riproduttori risalgono gli immissari per la frega. Gli adulti sono stanziali e territoriali. Di indole moderatamente fotofoba preferisce ambienti ombreggiati e risulta più attiva durante le ore crepuscolari.

 

 

Alimentazione - La dieta è strettamente carnivora, si compone prevalentemente di invertebrati acquatici, come insetti e loro larve (efemerotteri, tricotteri, plecotteri e chironomidi), crostacei, oligocheti, irudinei, aracnidi, miriapodi, pesci e loro uova ed avannotti. Gli avannotti si alimentano di plancton e microinvertebrati bentonici.

 

 

Riproduzione - Il periodo riproduttivo si estende da novembre a febbraio e varia a seconda di quota e latitudine. I riproduttori compiono migrazioni per raggiungere le aree adatte alla frega. Le zone di deposizione sono situate in acque poco profonde, correnti e bene ossigenate, con substrato misto a ciottoli, ghiaia e sabbia. La temperatura ottimale dell'acqua è compresa tra circa 5 e 10 °C. La femmina scava una depressione poco profonda nel substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure parentali. La fecondità della specie non è ben conosciuta. Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e cominciano a cibarsi.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. La maturità sessuale viene raggiunta a due anni dai maschi ed a tre anni dalle femmine. Lunghezza massima segnalata: circa 400 mm SL. Gli esemplari delle popolazioni lacustri raggiungono dimensioni maggiori: fino a 800 mm SL. Età massima riportata: circa 8 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri). Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis, agente della malattia capostorno e vari crostacei parassiti. Avannotti ed immaturi sono predati principalmente da altri pesci, come esocidi e percidi. Gli adulti vengono catturati anche da uccelli ittiofagi, l'aumento delle popolazioni di cormorani risulta infatti un fattore di minaccia per la specie. Durante il periodo di incubazione, le uova sono preda di larve di libellula e di altri pesci.

 


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Status della specie -  L'esistenza di popolazioni selvatiche di ceppo puro deve essere ancora dimostrata. Se venissero identificati stock genetici "puri" riferibili a questa specie, se ne dovrebbe curare la protezione e la produzione di avannotti destinati alle reintroduzione. Attualmente sono allevati esemplari selezionati con caratteristiche di "ceppo mediterraneo" da destinare al ripopolamento, ma la presenza di queste trote rende ancora più difficile la ricerca di popolazioni di trote indigene del distretto padano - veneto.

 

 

Protezione -  In tutta Italia la pesca delle trote è soggetta a regolamentazione, con periodi di divieto e misura minima. La specie non è ancora riconosciuta dalla Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), anche se Kottelat & Freyhof (2007) la riportano come specie su cui mancano sufficienti informazioni (DD, data deficient).

 

 

Valore economico - Se la trota padana venisse identificata con certezza, oltre a rappresentare un endemismo dell'Italia settentrionale, avrebbe un grande interesse per la produzione di materiale da ripopolamento per la pesca sportiva.

 

 

Pesca - Come le altre trote, anche le trote "di ceppo mediterraneo" sono molto apprezzate dai pescatori sportivi, che ne praticano la cattura sia con esche naturali, sia con esche artificiali. Particolarmente impiegate sono le discipline a "spinning" ed a mosca.

 

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