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Trota zubatak, Salmo dentex (Heckel, 1851) |
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Caratteri
meristici - I dati disponibili non consentono di elaborare
una chiave certa d'identificazione. La specie è stata istituita sulla
base di dati genetici, biochimici e molecolari.
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Descrizione
- Corpo fusiforme, robusto, a sezione ovale lateralmente compressa.
Lunghezza predorsale equivalente al 47 - 50% SL. Lunghezza preanale pari
al 77 - 80% SL. Testa conica con muso allungato e bocca ampia in posizione
mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino alla
corrispondenza con quello posteriore dell'occhio. Denti di medie
dimensioni, robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui
palatini, sulla lingua e sul vomere. Lunghezza infraorbitale pari al 20 -
25 % della lunghezza del capo. Squame cicloidi di piccole
dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di
ciechi pilorici. Pinne ben sviluppate. Pinne ventrali con inserzione
in corrispondenza dell'origine della pinna dorsale o di poco
posteriore.
Pinna caudale a bordo posteriore diritto o debolmente incavato. Colore di fondo
della livrea verde oliva o bruno ocra sul dorso, fianchi progressivamente più chiari fino
al ventre biancastro, con sfumature giallastre più o meno marcate.
La testa ed il corpo sono cosparse di piccole macchie scure,
particolarmente numerose sulle parti superiori. Su entrambi i lati del corpo
si osservano molte macchie rosse, circondate da alone chiaro, di varie
forme e dimensioni. La pinna dorsale è punteggiata di rosso, le
altre pinne hanno tinta grigiastra o giallastra. Gli avannotti e gli immaturi, mostrano le
caratteristiche macchie parr. Negli esemplari più grandi delle popolazioni
lacustri le macchie sbiadiscono fino a sparire del tutto o quasi, e la
livrea assume
riflessi argentei molto marcati. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo di frega, i maschi sviluppano
mascelle ad uncino e muso prominente. |
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Habitat
e abitudini
- S. dentex ha abitudini simili a quelle di S.
marmoratus, e occupa la stessa nicchia ecologica. Vive di preferenza
nel tratto medio superiore dei fiumi di maggiore portata, caratterizzati
da acque con temperature non superiori ai 18 °C, ben ossigenate, con
corrente da sostenuta a moderata, substrato misto formato da roccia
massi e ghiaia, ricco di anfratti, intervallato da buche profonde. La
specie è presente anche in ambienti lacustri, dove acquista una tinta
simile alla trota di lago. Gli avannotti e gli immaturi sono gregari. Gli esemplari di taglia maggiore hanno indole stanziale e
territoriale, si stabiliscono in un tratto di fiume o di torrente ben
definito, dove restano al riparo delle asperità del fondale, compiendo
spostamenti di breve entità per attaccare le prede e per scacciare i
potenziali competitori. Le sole migrazioni di una certa importanza vengono
effettuate per raggiungere le zone di frega nel periodo della
riproduzione. Nel lago di Scutari (Skadar) S. dentex sverna nelle
zone più profonde, per poi spostarsi nei principali tributari in estate.
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Alimentazione - La dieta degli
esemplari adulti è quasi esclusivamente ittiofaga. Studi sul contenuto
stomacale di numerosi esemplari provenienti dal fiume Neretva (Glamuzina &
Bartulovi, 2006), hanno evidenziato che tutti gli specimen catturati si
erano alimentati di piccoli pesci. Le trote dei laghi si alimentano
principalmente di piccole alborelle (Alburnus alburnus) lunghe da 6
a 7 cm. Gli esemplari provenienti dai torrenti Londza e Jelimski predano
immaturi della specie endemica Rutilus basak lunghi da 6 a 9 cm. Le
trote di medie dimensioni (20 - 24 cm) predano avannotti, fgli esemplari
più grandi (500 grammi ed oltre) catturano pesci più grandi, di taglia
compresa tra 8 e 10 mm. Nello stomaco di un esemplare di 31.5 cm,
catturato nel lago Jelim, sono stati trovati due esemplari di
Gasterosteus aculeatus (3.2 e 3.2 cm) e due scardole (S.
scardafa ?) lunghe rispettivamente 6 e 8 cm. Il tipo di pesci catturati
da S. dentex è correlato alla comunità ittica presente, queste
trote non dimostrano preferenza per qualche specie in particolare, anche
se sembrano orientate a cibarsi principalmente di avannotti ed immaturi (Glamuzina
& Conides, 2000). I giovani di S. dentex si cibano di invertebrati
planctonici solo durante le loro primissime fasi di vita, passando
precocemente alla dieta ittiofaga. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge tra
novembre e dicembre. I riproduttori risalgono i fiumi e gli affluenti
principali per raggiungere le zone di frega, situate in tratti poco
profondi, con substrato ghiaioso. La femmina scava
una fossetta poco profonda nel
substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio,
la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure
parentali. Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al
riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e cominciano a
cibarsi. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. La specie ha
dimensioni medio grandi, raggiunge circa 2,5 kg di peso e 620 mm di
lunghezza satandard. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia
ruckeri). Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis,
agente della malattia capostorno e vari crostacei parassiti. Gli avannotti
e gli esemplari più piccoli sono predati principalmente da altri pesci,
come esocidi e percidi. Può essere vittima anche di uccelli ittiofagi,
l'aumento delle popolazioni di cormorani risulta infatti un fattore di
minaccia per la specie. Durante il periodo di incubazione, le uova sono
preda di larve di libellula e di altri pesci. |
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Status
della specie - La specie è endemica dei Balcani occidentali,
le ridotte dimensioni della sua area di distribuzione rendono la specie
particolarmente a rischio. Viene
minacciata dall'eccessiva pressione di pesca, dal bracconaggio, e
dall'introduzione di specie ittiche alloctone come lucioperca e persici
trota. L'immissione di trote di allevamento e di
trote marmorate provenienti da Slovenia e dal nord della Croazia, può
causare gravi danni alle popolazioni di S. dentex, per competizione
alimentare, per predazione di avannotti ed immaturi, e per inquinamento
genetico causato da ibridazione. La specie è in pericolo anche a causa
della costruzione di dighe ed altre strutture ostruttive prive di scale di
risalita, in grado di impedire le migrazioni riproduttive, per l'aumento
dell'inquinamento industriale urbano ed agricolo e per la caduta di
pioggia acida che modifica la qualità delle acque rendendole inadatte allo
sviluppo delle uova. |
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Protezione
- La pesca sportiva e professionale sono soggette a misure minime e
periodo di divieto. Nonostante la specie sia endemica e rara, non figura
tra quelle protette dalla Direttiva 92/43/CEE e dalla Convenzione di
Berna. S. dentex è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie su cui
mancano sufficienti informazioni (DD). |
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Valore
economico - Specie d'interesse faunistico (endemismo
balcanico). Ha rilevante interesse economico, soprattutto per la pesca
sportiva. Le sue carni bianche e delicate, sono ritenute molto pregiate.
Costituisce un apprezzato piatto tipico e spesso viene presentata nei menu
dei ristoranti locali. Per la sua rarità non è molto presente nei
mercati ittici, viene venduta localmente e commercializzata fresca. |
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Pesca
- La specie ha un discreto interesse per la pesca sportiva, viene
insidiata sia con esche naturali, sia con esche artificiali.
Particolarmente impiegate sono le discipline "a spinning" ed a mosca. La
pesca commerciale viene praticata da pescatori professionisti e purtroppo
da bracconieri, con nasse e reti da posta o da circuizione. |
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