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La trota del Lago Sevan,
Salmo ischchan
Kessler, 1877 |
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Caratteri
meristici - I dati meristici
disponibili per
Salmo ischchan
sono estremamente scarsi, di difficile reperibilità, e spesso comprendono
esemplari misti delle varie forme. |
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Descrizione
- Una descrizione generale della specie è
praticamente impossibile, la trota del Lago Sevan è rappresentata da
quattro sottospecie: Salmo ischchan ischchan, forma strettamente
lacustre; Salmo ischchan gegarkuni, che risale gli affluenti del
lago per la riproduzione; Salmo ischchan aestivalis, presente nel
lago e nei fiumi; Salmo ischchan danilewskii, forma nana e
stanziale. Inoltre le singole sottospecie presentano spesso
sottopopolazioni con ritmi e terreni di riproduzione diversi. In linea di
massima possiamo dire che le forme lacustri ad alimentazione planctonica,
ricordano nella forma e nella colorazione, il coregone del lago di Garda.
Le popolazioni lacustri con alimentazione ittiofaga e a macroinvertebrati
somigliano alle trote di lago. Le trote diffuse in acque correnti sono
morfologicamente vicine alle trote fario e la forma nana ricorda il
carpione del Fibreno. |
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Dimorfismo
sessuale - Non sono noti dati a riguardo. |
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Habitat
e abitudini
- Il bacino idrogeografico del
Lago Sevan costituisce l'habitat di
origine di tutte le
sottospecie e forme attribuite a S. ischchan. Il lago è situato ad un altitudine di circa 1.800
metri, ha superficie di oltre 1.200 chilometri quadrati, e riceve le
acque di numerosi fiumi e torrenti montani in grado di mantenere fresche
ed ossigenate le acque. Il bacino è stato oggetto di pesanti interventi
idraulici, diretti all'estrazione idrica per scopo irriguo e per la
produzione di energia elettrica. Questi interventi hanno determinato una
riduzione della sua superficie di circa 200 km quadrati dal 1906 ad oggi,
portando all'estinzione alcuni stock di trote. L'habitat ed il
comportamento è diverso per ogni sottospecie. S. i. ischchan è
formata da due stock, denominati alfa e beta, ed è strettamente lacustre.
Anche S. i. gegarkuni presenta una forma alfa ed una beta, entrambe
le forme trascorrono i mesi invernali nella zona centrale del lago,
avvicinandosi alla costa in primavera ed in estate, spostandosi nella
colonna d'acqua in relazione alla temperatura: nei periodi più caldi
ricerca profondità maggiori. Questa sottospecie si riproduce nei fiumi
Gavaraget, Tsakkar, Makenis e Masrik. S. i aestivalis frequenta il lago
ed i fiumi connessi, si riproduce indifferentemente nel
lago ed in acqua corrente, dalla fine della primavera al principio
dell'estate. S. i. danilewskii ha abitudini stanziali, vive nella
zona settentrionale ed in quella centro occidentale del lago, la
riproduzione si svolge da ottobre a novembre nella stessa area di
residenza.
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Alimentazione - S. i. ischchan
si ciba esclusivamente di crostacei anfipodi bentonici. La dieta S. i.
gegarkuni è composta da invertebrati bentonici, tra cui predominano i
crostacei gammaridi, da avannotti e piccoli pesci. S. i. aestivalis
si alimenta di invertebrati, principalmente crostacei gammaridi, molluschi
e chironomidi. La forma nana S. i. danilewskii è strettamente
carnivora e preda esclusivamente invertebrati. |
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Riproduzione - Lo stock alfa di
S. i. ischchan si riproduceva nelle acque basse (da 0.5 a 5 m)
della costa nord occidentale del lago, su substrato di sabbia e ghiaia, il
terreno di frega era di soli 17 ettari (Pavlov, 1951), a causa del calo di
livello del lago i letti di frega sono stati distrutti e lo stock si è
estinto. Lo stock beta si riproduce nel settore sud est del lago, a
profondità di circa 22 metri, su una superficie di circa 5 ettari, la
frega ha luogo con temperatura dell'acqua compresa tra -0.3 e 3 °C (Fortunatov
et al., 1932; Dadikyan, 1986), la fecondità è relativamente alta (fino a
8.700 uova). Lo stock beta di S. i. gegarkuni è attualmente
estinto, lo stock alfa è quasi del tutto incapace a riprodursi
naturalmente e dipende dalle immissioni di esemplari ottenuti
artificialmente in allevamento. S. i. aestivalis si riproduce nei
fiumi, ma a causa delle frequenti fluttuazioni di livello dipende anche
essa dalle immissioni di materiale ottenuto in allevamento. Per
incrementare il numero degli esemplari di questo stock, sono catturati i
riproduttori selvatici durante le migrazioni, vengono prelevati i gameti e
successivamente sono reimmessi in acqua. Gli avannotti così ottenuti
vengono allevati per circa un anno prima di liberarli in natura. La forma
nana S. i. danilewskii dimostra una maggiore adattabilità, rispetto
agli altri stock, dopo il prosciugamento degli abituali letti di frega gli
esemplari maturi si sono riprodotti in nuovi territori. La riproduzione di
questo gruppo si verifica con una temperatura dell'acqua di circa 10 °C, a
profondità comprese tra 0.5 e 15 m (Fortunatov, 1927; Pavlov, 1951). In
tutte le sottospecie la riproduzione si attua con modalità simili a quelle
della trota comune. La frega si
svolge a bassa profondità, in acque ben ossigenate e leggermente correnti,
su banchi di ghiaia e sabbie grossolane. La femmina scava
una depressione poco profonda
nel substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del
maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono
cure parentali. Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al
riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e cominciano a
cibarsi. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (assumendo tm = 3
- 4). Le dimensioni sono variabili a seconda della sottospecie. La più
grande è
S. i. aestivalis con una lunghezza massima osservata di 104 cm TL,
ed un peso pubblicato di 17.0 kg. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia
ruckeri). Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis,
agente della malattia capostorno e vari crostacei parassiti. Gli avannotti
e gli esemplari più piccoli sono predati principalmente da altri pesci.
Durante il periodo di incubazione, le uova sono preda di larve di
libellula e di altri pesci. |
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Status
della specie - Le trote del Sevan hanno areale ristretto al
bacino idrogeografico del lago ed a poche località in cui sono state
introdotte, per questo sono sensibili ad ogni tipo di perturbazione che
possa compromettere l'integrità del loro habitat. La sopravvivenza di
S. ischchan viene messa a rischio dalla presenza nel lago di numerose
specie di pesci, introdotti a scopo commerciale durante il periodo
sovietico. Questi pesci agiscono come competitori alimentari
riducendo le risorse a disposizione delle trote. Tra le specie più nocive
sono da citare il coregone (Coregonus lavaretus), il pesce rosso (Carassius
auratus) ed il gambero turco (Astacus leptodactylus). Queste
trote sono anche state pesantemente danneggiate dalla costruzione di
centrali elettriche che impediscono le migrazioni riproduttive e trofiche.
Inotre i pesanti attingimenti per uso irriguo abbassano il livello del
lago, privando le trote di letti di frega adatti o distruggendo le uova in
incubazione. Sembra che alcuni stock che risultano estinti nel Sevan siano
sopravvissuti nel lgao Issyk
Kul in Kyrgyzstan dove furono introdotte dal regime sovietico, ma la
notizia deve trovare conferma. |
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Protezione -
Dal 1976 una delibera del Consiglio dei
Ministri dell'Armenia ha proibito la pesca commerciale delle trote del
Sevan ed ha istituito il Parco Nazionale "Sevan". Nonostante
queste trote siano endemiche e rare, non figurano tra quelle protette
dalla Convenzione di Berna. S. ischchan non è inclusa nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources). |
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Valore
economico - Pesce d'interesse faunistico (endemismo caucasico).
Fino all'istituzione del parco nazionale ed al fermo della pesca, queste
trote rivestivano un grande peso come specie commerciale per l'economia
locale. Le carni bianche e delicate, erano ritenute molto pregiate e
costituivano un apprezzato piatto tipico. |
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Pesca - La specie ha interesse per la pesca
sportiva, viene insidiata sia con esche naturali, sia con esche
artificiali. Particolarmente impiegate sono le discipline "a spinning" ed
a mosca. La pesca commerciale è proibita. |
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