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La trota del lago di Ocrida, Salmo letnica (Karaman, 1924)

 

Caratteri meristici - Gli unici dati disponibili provengono da un campione costituito da esemplari di tutte le quattro specie presenti nel lago: S. balcanicus, S. letnica, S. aphelios (aestivalis) e S. lumi.

Squame sulla linea laterale: 105 - 116. Branchiospine: 18 - 24. Vertebre: 49 - 52. Pinna dorsale: III - V; 8 - 10. Pinna anale: III - V; 7 - 9. Pinne pettorali: 11 - 13. Pinne ventrali: 8.

 

 

DescrizioneS. letnica fa parte del gruppo di salmonidi endemici presenti nel bacino del lago di Ocrida, con cui viene spesso confusa, che differiscono morfologicamente per alcune caratteristiche osteologiche illustrate e discusse da Dorofeyeva et al. (1983). Corpo fusiforme, slanciato, a sezione ovale compressa in senso laterale. Testa relativamente piccola e tozza. Muso relativamente corto. Bocca ampia, in posizione mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino circa alla corrispondenza il centro del diametro dell'occhio o poco oltre. Denti piccoli, robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui palatini, sulla lingua e sul vomere. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di 55 - 74 ciechi pilorici. Pinne ben sviluppate. Pinne ventrali con inserzione in corrispondenza del centro della pinna dorsale. Pinna caudale omocerca, con bordo posteriore leggermente incavato. Livrea di fondo di colore rosato, con sfumature giallastre, brunastre ed argentate. Sul dorso e sui fianchi sono osservabili rade macchie nere e rossastre, distribuite in modo irregolare. Altre macchiette nere possono essere presenti sull’opercolo. Le pinne sono translucide, di colore simile a quello del corpo, con la caudale, l'anale e le pinne pari che possono presentarsi molto scure, quasi nerastre.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini S. letnica vive nel settore orientale del lago di ocrida, dove si trattiene di preferenza a profondità comprese tra 60 e 80 metri. Si riproduce nei pressi delle sorgenti carsiche subacquee. Come gli altri salmonidi necessita di acque fresche, ossigenate e pulite e di letti di ghiaia, privi di sedimenti fangosi, adatti all'incubazione delle uova.

 

 

Alimentazione - La dieta è strettamente carnivora, si compone prevalentemente di invertebrati acquatici, come insetti e loro larve (efemerotteri, tricotteri, plecotteri e chironomidi), crostacei, oligocheti, irudinei, aracnidi, miriapodi, pesci e loro uova ed avannotti. Gli avannotti si alimentano di plancton e microinvertebrati bentonici.

 

 

Riproduzione - La specie si riproduce in gennaio e febbraio, nella parte orientale del lago. La frega si svolge su letti ghiaiosi, ossigenati dalle fredde acque di falda che emergono dalle sorgenti carsiche subacquee. La femmina scava una depressione poco profonda nel substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure parentali. La fecondità della specie non è ben conosciuta. Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e cominciano a cibarsi.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. La specie può raggiungere anche dimensioni rilevanti, la lunghezza massima osservata è di 76 cm, con peso pubblicato di 6,490 chili.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri). Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis, agente della malattia capostorno e vari crostacei parassiti.  Gli avannotti e gli esemplari più piccoli sono predati principalmente da altri pesci, come esocidi e percidii. Può essere vittima anche di uccelli ittiofagi, l'aumento delle popolazioni di cormorani risulta infatti un fattore di minaccia per la specie. Durante il periodo di incubazione, le uova sono spesso preda di larve di libellula.

 


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Status della specie - La specie è endemica del Lago di Ocrida, tentativi di acclimatazione in altre acque non hanno avuto esito positivo. Le ridotte dimensioni della sua area di distribuzione rendono la specie particolarmente sensibile all'inquinamento ed alle modificazioni strutturali dell'habitat da parte dell'uomo. È anche minacciata dall'eccessiva pressione di pesca, dal bracconaggio, e dall'introduzione di specie ittiche alloctone. L'introduzione di stock di trote di allevamento destinate alla pesca commerciale e sportiva può portare all'estinzione della specie per ibridazione.

 

 

Protezione - Nonostante la specie sia endemica e rara, non figura tra quelle protette dalla Direttiva 92/43/CEE e dalla Convenzione di Berna. S. letnica è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie su cui mancano sufficienti informazioni (DD, data deficient).

 

 

Valore economico - Specie di rilevante interesse economico. Le sue carni bianche e delicate, sono ritenute molto pregiate. Nelle zone rivierasche costituisce un apprezzato piatto tipico. Questa trota costituisce la massa prevalente dei salmonidi catturati nelle acque albanesi del lago di Ocrida. Oltre che localmente, S. letnica è spesso presente nel mercato ittico di Tirana, dove viene commercializzata fresca.

 

 

Pesca - La specie ha scarso valore per la pesca sportiva, la sua abitudine di frequentare acque profonde la rendono pesce quasi impossibile da catturare. La pesca viene praticata quasi esclusivamente da pescatori professionisti e da bracconieri per scopo commerciale, con reti da posta, da circuizione o lenze da fondo.

 

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