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La trota macedone, Salmo macedonicus

(Karaman, 1924)

 

Caratteri meristiciI dati meristici su questa specie sono estremamente scarsi e di difficile reperibilità.

 

 

Descrizione - Corpo fusiforme, slanciato, a sezione ovale compressa in senso laterale. Testa conica con muso allungato. Bocca ampia, in posizione mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino alla corrispondenza con quello posteriore dell'occhio o poco oltre. Denti robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui palatini, sulla lingua e sul vomere. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di ciechi pilorici. Pinne ben sviluppate. Pinne ventrali con inserzione posteriore rispetto alla corrispondenza con l'origine della pinna dorsale. Pinna caudale con bordo posteriore debolmente incavato. Livrea di fondo di colore verde oliva o verde brunastro sul dorso, progressivamente sfumata verso il bianco sui fianchi e ventre. Opercolo e fianchi con numerose macchie nere e rosso violaceo, talora prive di alone chiaro. Rade macchiette nere sono presenti sul dorso e spesso si nota una grande macchia opercolare nera. Le pinne sono translucide, di colore simile a quello del corpo. Macchie scure sono presenti sulla dorsale, le pinne dorsale e caudale acquistano spesso sfumature rossastre.

 

 

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo di frega le mascelle dei maschi di deformano, allungandosi a forma di uncino, e la livrea assume tinte più accese.

 

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Habitat e abitudini - L’ambiente tipico è costituito da torrenti collinari a portata irregolare, soggetti a periodi di forte magra o di piena improvvisa, caratterizzati dalla presenza di buche e piane, intervallate da rapide e correnti, dove l’acqua sia limpida e la temperature normalmente comprese tra 10 e 17 °C. Predilige i fondali con tratti ghiaiosi, pietre e grandi massi. Spesso si incontra anche in risorgive ai piedi di sistemi montuosi carsici. Risulta più adatta di S. trutta (spesso impiegata per ripopolamento) a vivere nei torrenti a portata incostante dei Balcani meridionali, dove riesce a prosperare e riprodursi in torrenti di lunghezza e portata limitate, e a resistere bene all’innalzamento della temperatura che si verifica nei mesi estivi.

 

 

Alimentazione - La sua dieta è composta principalmente da larve e adulti di insetti acquatici e terrestri, in modo minore preda anche molluschi, aracnidi, avannotti e piccoli pesci.

 

 

Riproduzione - La riproduzione si svolge tra novembre e dicembre. I riproduttori risalgono la corrente in cerca di letti di frega adatti, situati in tratti poco profondi con substrato ghiaioso. La femmina scava una fossetta poco profonda nel substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure parentali. Gli avannotti restano sepolti tra la ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. Pesce di taglia medio - grande, la lunghezza massima è normalmente compresa tra i 45 ed i 50 cm, il peso degli esemplari maggiori si aggira su 1,2 e 1,5 kg, è nota la cattura di esemplari di 2 kg.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche, come la peste enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri), l'aeromonosi, l'edwarsiellosi e l'epiteliocistite. Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus cerebralis, agente della malattia capostorno, Hysterothylacium sp., Camallanus sp.. Le trote sono predate principalmente da pesci ed uccelli ittiofagi. Nei corsi d'acqua sprovvisti di adeguata copertura vegetale, sono particolarmente dannose le varie specie di aironi. Durante la frega, le uova sono preda di larve di libellula, di gobidi e di cottidi.

 


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Status della specie - Specie endemica dei Balcani meridionali, le ridotte dimensioni della sua area di distribuzione la rendono particolarmente a rischio. Minacciata da eccessiva pressione di pesca, bracconaggio, e introduzione di specie ittiche alloctone. L'immissione di esemplari di S. trutta provenienti da acquacolture può causare gravi danni alle popolazioni per competizione alimentare, predazione di avannotti ed immaturi, ed inquinamento genetico per ibridazione. Specie in pericolo anche a causa della costruzione di dighe ed altre strutture ostruttive invalicabili, in grado di impedire le migrazioni riproduttive, inquinamento industriale urbano ed agricolo, e per piogge acide che rendono le acque rendendole inadatte allo sviluppo delle uova.

 

 

Protezione - La pesca è soggetta a misure minime e periodo di divieto. Nonostante la specie sia endemica e rara, non figura tra quelle protette dalla Direttiva 92/43/CEE e dalla Convenzione di Berna. S. macedonicus è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie su cui mancano sufficienti informazioni (DD).

 

 

Valore economico - Specie d'interesse faunistico (endemismo balcanico). Ha un discreto interesse economico per la pesca sportiva. Le sue carni bianche e delicate, sono ritenute molto pregiate. Costituisce un apprezzato piatto tipico e talvolta viene presentata nei menu dei ristoranti locali.

 

 

Pesca - La specie ha un discreto interesse per la pesca sportiva, viene insidiata sia con esche naturali, sia con esche artificiali. Particolarmente impiegate sono le discipline  "a spinning" ed a mosca. La pesca commerciale viene praticata con nasse e reti da pochissimi pescatori professionisti e purtroppo da molti bracconieri.

 

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