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Il carpione del lago di Ocrida,
Salmo ohridanus Steindachner, 1892 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 100 - 114.
File di squame tra base della pinna adiposa e linea laterale: 11 - 12.
Vertebre: 54 - 55. Branchiospine: 18 - 22. |
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Descrizione
- Corpo fusiforme, a sezione ovale compressa lateralmente. Testa di
moderate dimensioni, con muso ottuso e bocca relativamente piccola. Occhio
grande, con diametro circa uguale alla lunghezza del muso.
Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino circa alla
corrispondenza con il centro dell'occhio. Denti piccoli, robusti ed acuti,
la fila di denti vomerini si este posteriormente fino quasi alla fine
dello stelo.
Branchiospine ben sviluppate, in rapporto con l'alimentazione
prevalentemente planctonica. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea
laterale diritta, estesa dal bordo superiore dell'opercolo fino alla base
della coda. Stomaco provvisto di 25 - 59 ciechi pilorici. Pinne pettorali in posizione piuttosto avanzata, pinne
ventrali con inserzione posteriore rispetto alla corrispondenza con
l'origine della pinna dorsale. Pinna caudale nettamente forcuta, con apici
lievemente arrotondati. Livrea grigio bruno più o meno scuro sul
dorso, argentea sui fianchi e bianca nella regione ventrale. Nella metà
superiore del corpo sono distribuite piccole macchie scure a forma di x, mai in numero
molto elevato. Pinne translucide, di colore grigiastro con riflessi bruno giallastri ed
apici scuri. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie endemica del Lago di Ocrida (Ohrid),
al confine tra Albania e Macedonia. A. ohridana necessita di acque
fresche, ossigenate e pulite. Di
indole gregaria, forma branchi
che si spostano lontano dalle rive, distribuendosi nella colonna d'acqua in
relazione agli spostamenti giornalieri e stagionali del plancton. In
inverno i branchi stazionano lungo le coste a profondità comprese tra 25 e 50 metri.
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Alimentazione - La dieta è
prevalentemente planctonica, orientata in gran parte su crostacei copepodi
e cladoceri, con modificazioni stagionali nella sua composizione. Si nutre
inoltre di organismi bentonici come molluschi, oligocheti, crostacei
isopodi, larve di ditteri, avannotti e uova di altre specie di pesci. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge da
dicembre a febbraio. I branchi in frega si spostano in prossimità della
costa, ricercando fondali ghiaiosi in acque poco profonde, ben ossigenate
e lontane da scarichi inquinanti. Le coppie di riproduttori scavano una
depressione nella ghiaia dove vengono deposte le uova. Non esistono cure parentali. La fecondità è bassa,
ogni femmina depone soltanto poche centinaia di uova. Lo sviluppo
embrionale richiede 45 - 55 giorni a 10 °C, le larve restano nascoste tra la ghiaia del nido fino al
riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (tmax = 12). Specie
di modeste dimensioni. La lunghezza massima segnalata: 336 mm SL. Peso massimo pubblicato: 685 gr. Età massima riportata: 12
anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche, inclusa la peste enterica della bocca rossa (Yersinia
ruckeri), ed è ospite di varie specie di parassiti, tra cui Myxobolus cerebralis,
agente della malattia capostorno. S.
ohridanus è preda di altri
salmonidi, esocidi e
percidi, uccelli ittiofagi, tra cui cormorani e pellicani. Durante il periodo di incubazione, le uova sono preda di larve di
libellula e di altri pesci. |
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Status
della specie - La specie ha diffusione limitata al solo Lago di
Ocrida, la sua sopravvivenza risulta condizionata al mantenimento di bune
condizioni ambientali nel bacino. Le principali cause di minaccia per S.
ohridanus sono rappresentate dall'ibridazione artificiale praticata
da oltre 50 anni con
la specie introdotta Salmo letnica, dalla forte
pressione di pesca, da pesanti episodi di bracconaggio, e dal
degrado della qualità delle acque. In assenza di un piano di prevenzione,
nel prossimo futuro si prevede un aumento di inquinamento dovuto ad
agricoltura e turismo. |
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Protezione - Dal
marzo 2004, la pesca è stata totalmente proibita nel settore macedone del
Lago di Ocrida, a causa del drastico calo numerico della popolazione della
specie. Dal 1935
l'Istituto di Idrobiologia di Ocrida conduce un programma di riproduzione
artificiale per la specie, diretto a mantenere livelli numerici
compatibili con la pesca. S.
ohridanus è inclusa nella
Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources) come specie vulnerabile (VU D2, Vulnerable). |
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Valore
economico - Specie di primario interesse commerciale per
l'economia locale. Viene allevata in acquacoltura per garantire un
costante supporto alla popolazione selvatica attraverso i ripopolamenti.
Le sue carni bianche e delicate, sono ritenute molto pregiate. Nelle zone
rivierasche costituisce un apprezzato piatto tipico. Oltre che localmente,
S. ohridanus
è regolarmente presente nel mercato ittico di Tirana, dove viene
commercializzata fresca. |
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Pesca
- La specie non ha valore per la pesca sportiva, le sue abitudini
alimentari la rendono pesce quasi impossibile da catturare. La pesca viene
praticata quasi esclusivamente a scopo commerciale, con reti da posta o da
circuizione. |
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