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La trota pelagos,
Salmo pelagonicus
Karaman, 1938 |
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Caratteri
meristici - Specie
istituita sulla base di dati genetici, biochimici e molecolari. |
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Descrizione
- Corpo fusiforme, slanciato, a sezione ovale compressa in senso
laterale, con altezza massima equivalente al 24 - 28% SL. Testa conica con
bocca ampia situata in posizione
mediana. Mascella superiore estesa oltre il bordo posteriore dell'occhio. Denti robusti ed
acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui palatini, sulla lingua e
sul vomere. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea laterale in
posizione mediana. Stomaco provvisto di ciechi pilorici. Pinne ventrali
con inserzione posteriore rispetto alla corrispondenza con l'origine della
pinna dorsale. Pinna caudale con bordo posteriore diritto o debolmente
incavato. Livrea di fondo di colore verdastro o bruno giallastro sul dorso,
fianchi progressivamente più chiari procedendo verso il ventre di colore
bianco con sfumature giallastre. Macchie
nere distribuite prevalentemente sulla parte superiore dei fianchi.
Macchie rosse od arancio più numerose lungo la linea laterale e nella metà
inferiore dei fianchi. Macchie nere più numerose nella zona
anteriore del corpo, quasi assenti da quella posteriore. Pinne translucide,
di colore simile a quello del corpo. Macchie scure sono presenti sulla
dorsale. Gli immaturi
sono provvisti di macchie parr. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo di frega nei maschi le mascelle
si deformano leggermente allungandosi a forma di uncino, mentre la livrea
assume tinte più accese. |
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Habitat
e abitudini
- Fiumi e torrenti montani. Acque correnti, fresche e ben
ossigenate, con temperatura estiva non superiore a 17 - 18 °C. Corsi
d'acqua a portata irregolare, soggetti a periodi di forte magra o di piena
improvvisa. Si localizza nel tratto superiore dei corsi d'acqua, in tratti caratterizzati dalla presenza di buche e piane,
intervallati da rapide e correnti. Predilige i fondali con tratti
ghiaiosi, pietre e grandi massi. Si incontra anche in risorgive ai
piedi delle zone carsiche. Più adatta delle trote da
ripopolamento per la vita nei torrenti dei Balcani meridionali, dove si
riproduce in torrenti di lunghezza e portata limitate, resistendo bene all’innalzamento di temperatura
dei mesi
estivi.
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Alimentazione - Dieta composta
principalmente da larve e adulti di insetti acquatici e terrestri, in
particolare tricotteri, plecotteri e efemerotteri, in misura minore preda
anche molluschi, aracnidi, avannotti e piccoli pesci. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge
da fine autunno a gennaio. I letti di frega sono situati in tratti poco profondi, con substrato a
sabbia grossolana e ghiaia. La femmina scava
una fossa poco profonda nel
substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio,
la madre ricopre la covata con la ghiaia. Non esistono cure parentali. Gli
avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco
vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. L'accrescimento
viene fortemente condizionato dalle capacità trofiche dell'ambiente.
Lunghezza massima segnalata: 300 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie sensibile a
malattie tipiche dei salmonidi, la rarità la rende particolarmente
esposta a contagi derivanti dall'immissione di trote infette. Malattie
come la setticemia emorragica virale (VHS), la peste
enterica della bocca rossa (Yersinia ruckeri), l'aeromonosi, l'edwarsiellosi
e l'epiteliocistite. Si conoscono diversi parassiti, come Myxobolus
cerebralis, agente della malattia capostorno e il parassita esterno
Gyrodactylus salaris. I principali predatori della specie sono pesci
ed uccelli ittiofagi. Nei corsi d'acqua sprovvisti di adeguata copertura
vegetale, sono particolarmente dannosi aironi e nitticore. |
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Status
della specie - L'estensione dell'area di distribuzione risulta
inferiore a 20.000 km² e comprende due locazioni. S. pelagonicus si
trova solo negli affluenti del bacino del basso Vardar e nel bacino del
fiume Aliakmon. La minaccia principale per la specie è costituita da
eccessiva pressione di pesca e dall'introduzione di S. trutta di
allevamento (che si ibridano con S. pelagonicus) che sta seriamente
colpendo le popolazioni della parte greca dell'area di distribuzione
(fiume Aliakmon). Altri pericoli provengono dall'interruzione della
continuità fluviale con costruzione di dighe e traverse invalicabili,
da inquinamento urbano ed agricolo,
da eccessivo prelievo idrico e da cadute di piogge acide. |
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Protezione
- Viene localmente protetta dai regolamenti che regolano la pesca ai
salmonidi. Nonostante la specie sia endemica e rara, non figura tra quelle
protette dalla Direttiva 92/43/CEE e dalla Convenzione di Berna. S.
pelagonicus è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union
for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie in pericolo
(VU B1ab(v), Vulnerable). |
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Valore
economico - Specie d'interesse faunistico (endemismo balcanico). Le sue carni bianche e
delicate, sono ritenute molto pregiate. Talvolta esemplari catturati da
bracconieri sono commercializzati nei mercati
ittici della Repubblica di Macedonia. La specie ha interesse per la pesca
sportiva e per il turismo ad essa collegato. |
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Pesca
- Viene insidiata sia con esche naturali, sia con esche
artificiali. Particolarmente impiegate sono le discipline "a spinning" ed
a mosca. La pesca commerciale è inesistente, mentre il bracconaggio
è largamente praticato. |
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