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La trota di maggio, Salmo schiefermuelleri

Bloch, 1784

 

Caratteri meristici - Lo stato tassonomico della specie non è chiaro, è reso particolarmente difficile dalla perdita del materiale tipo e dalla scarsità di raffigurazioni. Alcuni autori ritengono che si trattasse di una forma lacustre di S. labrax con adulti sterili o a riproduzione con intervalli di uno o due anni.

 

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Descrizione - Corpo fusiforme, robusto, a sezione ovale compressa in senso laterale. Testa relativamente tozza con muso ottuso. Bocca ampia, in posizione mediana. Bordo posteriore del mascellare superiore esteso fino circa alla corrispondenza con quello posteriore dell'occhio o poco oltre. Denti di medie dimensioni, robusti ed acuminati, disposti su entrambe le mascelle, sui palatini, sulla lingua e sul vomere. Squame cicloidi di piccole dimensioni. Linea laterale in posizione mediana. Stomaco provvisto di ciechi pilorici. Pinne ventrali con inserzione posteriore rispetto alla corrispondenza con l'origine della pinna dorsale. Pinna caudale omocerca, con bordo posteriore nettamente incavato. Livrea argentea, con dorso scuro, grigio, grigio bluastro o brunito, più chiara sui fianchi, bianca o bianco giallastra sul ventre. Macchie scure dai bordi irregolari e punteggiature nere a forma di X sono sparse sui 2/3 dei fianchi. Lungo la parte mediana dei fianchi sono presenti anche rade macchie rosse. Pinne translucide con sfumature nere e grigiastre.

 

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo di frega, i maschi sviluppavano muso prominente con mascelle ad uncino, e livrea più marcata e brillante.

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Habitat e abitudini - Specie esclusivamente lacustre, tipica dei grandi bacini prealpini del bacino del Danubio. Invasi profondi con acque fredde, ben ossigenate, non soggette a forti apporti di limo e fanghi, e substrato misto, formato da roccia, massi e ghiaia. Veniva catturata esclusivamente nel mese di maggio (da cui deriva il nome comune), quando gli adulti si spostavano in acque basse per la frega. Per il resto dell'anno sembra che gli esemplari stazionassero nelle zone più profonde dei bacini.

 

 

Alimentazione - La dieta degli esemplari adulti era quasi esclusivamente ittiofaga. I giovani si cibavano di invertebrati e plancton solo nelle prime fasi di vita.

 

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Riproduzione - La riproduzione si svolgeva nel mese di maggio. I riproduttori non risalivano i tributari. Le zone di frega erano probabilmente situate lungo le rive dei laghi, in tratti ben ossigenati e con substrato ghiaioso. La femmina scavava una fossa poco profonda nel substrato e vi deponeva le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopriva la covata con la ghiaia del nido. Non esistevano cure parentali. Il periodo di incubazione richiedeva un periodo relativamente lungo. Gli avannotti restavano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino, per emergere in primavera e cominciare a cibarsi autonomamente.

 

 

Accrescimento e resilienza - Non sono noti dati certi a riguardo. Sicuramente si trattava di una trota di grandi dimensioni in grado di raggiungere il metro di lunghezza e più di dieci chili di peso.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie era soggetta alle malattie tipiche dei salmonidi. La predazione avveniva da parte di altre specie ittiche soltanto sugli immaturi e sugli esemplari di taglia minore.

 


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Status della specie - Le fonti di letteratura più antiche riportano la presenza di trote di acque profonde in diversi laghi subalpini di Austria, Germania e Svizzera. Alcuni documenti sono ambigui e, probabilmente, fanno riferimento ad ecotipi lacustri di S. trutta. Altri sono più dettagliati e indicano che sono esistiti vari stock. Non vi sono indicazioni se o quali di queste popolazioni di sopravvivano ancora. Alcune potrebbero essere ancora esistenti, ma non esistono studi a riguardo. Kottelat & Freyhoff (2007) utilizzano provvisoriamente il nome di S. schiefermuelleri per indicare questi stock. Dalla descrizione originale S. schiefermuelleri risulta un assemblaggio eterogeneo di diverse specie, per questo Kottelat & Freyhoff (2007) hanno limitato l'uso del nome solo alla trota "mayforelle" dei laghi austriaci, attualmente ritenuta estinta (sembra che mayforelle sia ancora in uso a livello locale, ma non è riferito al ceppo di origine). La trota "schwebforelle" del Lago di Vierwaldstätter (Svizzera) ha un aspetto alquanto simile, ma è improbabile che appartenga alla stessa linea evolutiva di S. schiefermuelleri visto che popola un diverso bacino fluviale. Molte altre popolazioni di trote segnalate in vari laghi alpini mostrano fenotipi distintivi, ma non è ancora chiaro se esse siano riproduttivamente isolate o se siano riferibili a S. schiefermuelleri. Uno di questi casi è la trota dell'Engadina, diffusa nei laghi St. Moritz e Silsersee (Svizzera) nel bacino del Danubio, provvista di livrea e morfologia particolari. Un'altro caso potrebbe essere la trota presente nel lago d'Idro raffigurata nelle immagini. Il lago d'Idro, o Eridio, è un lago di origine glaciale situato in Provincia di Brescia ai confini con il Trentino, posto a 368 metri sul livello del mare con superficie di 10,9 km² ed una profondità massima di 122 metri, un habitat molto simile a quello descritto come ottimale per S. schiefermuelleri.

 

 

Protezione - Specie probabilmente estinta.

 

 

Valore economico - Specie molto probabilmente estinta. Prima dell'estinzione aveva grande importanza economica, soprattutto per la pesca commerciale. Le sue carni bianche e delicate, erano ritenute molto pregiate in tutta l'Austria. Costituiva un apprezzato piatto tipico, tanto che spesso veniva servita anche alla corte imperiale.

 

 

Pesca - La pesca veniva praticata con nasse e reti da posta o con lenze per la traina a fondo.

 

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