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Gli
ecotipi - La maggior parte della letteratura divulgativa
su Salmo trutta considera la specie polimorfa, in grado
di originare, in habitat differenti, forme diverse (dette anche
"ecotipi"). Gli ecotipi vengono ricondotti a tre
grandi gruppi: trota di mare, trota di lago, trota di torrente o
trota fario. Le ultime due strettamente legate alle acque dolci,
la trota di mare migratrice anadroma. Attualmente nelle trote
europee è ampiamente dimostrata l'esistenza di diversi ecotipi,
comunque questa regola non può essere applicata a tutte le
popolazioni. Ci sono forti indicazioni che in diverse
popolazioni gli ecotipi rappresentino vere e proprie specie.
Sarebbero necessarie maggiori ricerche per chiarire lo status di
parecchi stocks, tenendo ben presente che i risultati ottenuti
per una popolazione non possono essere immediatamente
estrapolati ad altre senza dimostrazione. Quello che può essere
vero per una popolazione può non essere vero per altre. In
ittiologia esistono oggi due ipotesi a riguardo della
sistematica delle trote europee: la "concezione
semplice" di trota e la "concezione multispecifica"
di trota.
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La
"concezione semplice" di trota - questa ipotesi
ritiene che tutte le trote di fiume, di lago e di mare, presenti
nei bacini del nord e della parte occidentale dell'Europa,
costituiscano una singola specie. L'ipotesi si basa
sull'evidenza che, in molti piccoli bacini costieri, le trote di
mare e le trote di fiume formano un singolo pool riproduttivo,
analogamente in molti laghi dell'interno le trote di lago e le
trote di fiume sono conspecifiche. Sotto questa ipotesi, Salmo
trutta è il valido nome scientifico per la trota. Non siamo
molto propensi ad accettare questa teoria perché non considera
le recenti scoperte genetiche sulla diversità delle trote
europee.
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La
"concezione multispecifica" di trota - Questa
ipotesi identifica come singola specie gli stocks atlantici,
baltici e del Mare del Nord, includendo sia le trote di mare che
le trote di fiume. Le trote della parte occidentale del
Mediterraneo costituirebbero un'altra specie. Secondo questa
teoria, il nome Salmo trutta dovrebbe essere ristretto
alle specie atlantiche. Il nome delle trote della parte
occidentale del Mediterraneo è legato allo status delle trote
del lago di Ginevra, perché Salmo lemanus (Cuvier,
1829), il più antico nome disponibile, fu basato su materiale
del lago di Ginevra, ma esistono forti sospetti che S.
lemanus costituisca una specie a parte. Scartando varie
nomenclature, per la vaghezza delle indicazioni geografiche o
perché sinonimi di altre specie, per le trote della parte
occidentale del Mediterraneo rimarrebbe il nome di Salmo
Rhodanensis (Fowler, 1974). Le trote del bacino adriatico
costituirebbero un'altra specie con il nome di Salmo
cenerinus (Chierighini, 1847).
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Validità
della tradizionale classificazione in tre sottospecie - La
comune classificazione della trota in tre sottospecie non è
corretta secondo ogni concetto di specie (ESC, PSC, BSC). La
classificazione delle trote europee sotto una singola specie non
può essere ritenuta valida perchè si tratta di un'artificiale
supersemplificazione, non considera casi ben documentati che ne
sottolineano l'infondatezza, generalizza arbitrariamente molti
casi particolari. Indubbiamente in diversi casi tre ecotipi
possono essere identificati come appartenenti ad una singola
popolazione ma, se andiamo ad osservare singolarmente la
letteratura che riguarda questi casi, si scopre che (fario,
lacustris e trutta) hanno spesso località tipo enormemente
diverse. La suddivisione in sottospecie, generalizzata per tutte
le trote europee, genera molta confusione riguardo alle specie
diagnosticate geneticamente, diffuse in diverse aree
zoogeografiche e con lunga storia evolutiva separata. In ogni
caso |
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Esposizione
- Nella descrizione presente, siamo comunque costretti a seguire
la classica divisione in morphae o sottospecie. La necessità
nasce dalla difficoltà di sradicare convinzioni ormai radicate
nella maggioranza del pubblico. Ci proponiamo comunque di
ordinare in modo più coerente, quando saranno pienamente
disponibili nuovi studi basati su criteri genetici, le
varie popolazioni riferibili al gruppo Salmo trutta. |
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Due
parole sul "concetto di specie" in ittiologia -
Per lungo tempo la maggioranza degli ittiologi ha utilizzato il
concetto biologico di specie (BSC). Questa definizione di
"specie" è fondata su popolazioni riproduttivamente
isolate, non interfeconde. In base a questa definizione, forme
geografiche diverse dello stesso "tipo" di pesce sono
usualmente trattate come singola specie, perché si presume che
le forme geografiche possano ibridarsi, una volte rimosse dal
loro isolamento. Esistono comunque specie che, pur potendo dare
origine a ibridi fecondi, generalmente non si accoppiano in
natura. Nei i pesci la situazione si complica, specie diverse possono dare
origine ad ibridi fecondi anche tra generi diversi o, per
contro, non si possono incrociare tra stock genetici da sempre
classificati all'interno di una singola specie (in Norvegia ed
in Irlanda si possono trovare, nello stesso bacino, anche più di
quattro stocks riproduttivamente isolati, con livree simili o completamente
diverse). Si capisce che probabilmente ognuno di questi gruppi
dovrebbe essere catalogato come specie a se stante. Su
queste basi, in ittiologia dovrebbe prevalere il più recente
concetto filogenetico di specie
(PSC), definizione che ammette come forme geografiche
identificabili dello stesso "tipo base" di pesce
possono essere trattate come singola specie, a causa della loro
diversa storia evolutiva. Ovviamente, il PSC è meno restrittivo
del BSC, per questo esistono più specie di pesci classificate
sotto il PSC di quelle censite con il BSC.
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Difficoltà
di descrizione per S. trutta
- Mettere ordine nel fumoso "guazzabuglio
medievale" formato dagli stock di popolazioni che, di
norma, vengono ascritte a S. trutta, richiederàe molto tempo ed energie. Si tratta di un'impresa quasi
impossibile per vari motivi:
a) non è più possibile accedere
ai lavori originali dei ricercatori dell'ottocento;
b) dagli
ultimi decenni dell'ottocento, fino ai nostri giorni, sono stati
immessi enormi quantitativi di "trote coltivate" che
hanno spesso annullato le popolazioni autoctone;
c)
esistono pochi studi comparativi sul genoma delle popolazioni di
trote "europee";
d) le varie "scuole" di
ittiologia europee non interagiscono tra loro per confrontare i
dati delle ricerche.
Su
queste basi la trota europea sarebbe identificabile con gli
stocks atlantici, baltici e del Mare del Nord, includendo sia le
trote di mare che le trote di fiume ed alcune popolazioni
lacustri. Il nome fario dovrebbe essere ristretto a poche
popolazioni alpine. La trota di lago risulterebbe essere sia la
morpha lacustre di alcune popolazioni, sia il nome generico
assegnato ad alcune specie stanziali nei grandi laghi europei.
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Descrizione nel presente lavoro -
Nonostante le nostre convinzioni, come l'idea che la "concezione
multispecifica" di trota sia il criterio giusto per affrontare
lo studio di questi Salmonidi, dobbiamo continuare ad adottare
l'impostazione a tre sottospecie. Questo perché per i punti a)
b) c) e d), non siamo ancora in grado di identificare con
certezza le caratteristiche della specie. Inoltre, le foto di
cui disponiamo, sono spesse prive di luogo certo di provenienza.
In ogni caso per ogni immagine verrà inserita una breve
descrizione circa la presunta attribuzione dell'esemplare
considerato.
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Bibliografia
- E. Tortonese, 1970, Fauna d'Italia vol X, Osteichthyes, Pesci Ossei.
Edizioni Calderini Bologna.
Crivelli,
A.J., 1996 The freshwater fish endemic to the Mediterranean region. An
action plan for their conservation. Tour du Valat Publication, 171 p.
Gandolfi,
G., S. Zerunian, P. Torricelli and A. Marconato (eds.), 1991, I pesci delle
acque interne italiane. Ministero dell'Ambiente e Unione Zoologica
Italiana. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Kottelat,
M., 1997. European freshwater fishes.. Biologia 52, Suppl. 5:1-271. S. Zerunian,
2002, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e
strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia.
Edizioni Agricole de Il Sole 24 ORE Edagricole srl. Bologna.
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