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Il temolo, Thymallus thymallus  (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame sulla linea laterale: 80 - 90. Squame sopra la linea laterale: 7 - 8. Squame sotto la linea laterale: 8 - 10. Branchiospine: 22 - 24. Vertebre: 57 - 61. Pinna dorsale: V - VIII; 12 - 17. Pinna anale: III - IV; 9 - 10. Pinne pettorali: I; 14 - 16. Pinne ventrali: II; 8 - 10. Pinna caudale: 19 - 21. Numero cromosomico: 2n = 102.

 

 

Descrizione - Corpo affusolato, a sezione ovale, compresso lateralmente. Squame cicloidi grandi, disposte in file orizzontali ben evidenti. Testa piccola, misura circa 1/5 della lunghezza standard. Bocca relativamente piccola, in posizione infero-mediana. Mascella superiore leggermente più lunga di quella inferiore. Denti di dimensioni ridotte, situati su entrambi i mascellari, sui palatini e sul vomere. Testa del vomere con da 6 a 12 denti. Linea laterale in posizione mediana. Pinna dorsale molto sviluppata, alta e fornita di raggi molli molto flessibili. Pinna adiposa grande. Pinna caudale biloba. Pinne ventrali con origine nei pressi della corrispondenza con il centro della base della pinna dorsale. Livrea è grigio verde sul dorso ed argentea o dorata sui fianchi, ventre bianco. Negli individui adulti la pinna dorsale mostra spesso strisce giallo-verdi ed è punteggiata tra raggio e raggio da macchie chiare disposte in serie regolari. Pinne pettorali, ventrali ed anale translucide, con riflessi bruno giallastri. Le popolazioni dell'Europa centrale ed orientale hanno pinna caudale rossastra, mentre le popolazioni indigene del versante italiano della catena alpina hanno caudale con riflessi bluastri, più o meno marcati. Gli immaturi presentano sui fianchi dieci macchie "parr".

 

 

Dimorfismo sessuale Nei maschi la pinna dorsale è più grande e, nel periodo riproduttivo, diventa iridescente e bordata di rosso.

 

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Habitat e abitudini - Il temolo vive in acque fresche, ferme o correnti, ben ossigenate, con substrato misto a pietra, sabbia e ghiaia. Nei fiumi si trattiene nel tratto medio superiore, nella fascia pedemontana in corrispondenza dei terrazzi fluviali d'alta pianura. La specie è presente anche in acque di risorgiva e, nella zona settentrionale della sua area di diffusione, vive nei corsi d'acqua di maggiore portata, con fondale a sabbia e ghiaia, abbondantemente vegetato. La specie è molto diffusa nell'Europa settentrionale, tanto che l'area fluviale corrispondente al suo habitat viene definita "zona del temolo". Nei laghi si trattiene lungo le coste ed in prossimità dei corsi d'acqua immissari ed emissari. Non tollera acque inquinate e con temperatura superiore a circa 18 °C. Di tendenza gregaria, forma branchi composti anche da molti individui. A differenza delle trote, i temoli non hanno tendenza a nascondersi in anfratti del fondo o tra la vegetazione di sponda, si spostano nei tratti aperti o si trattengono in vicinanza di ostacoli sommersi, seguendo il flusso della corrente che trasporta gli insetti aerei di cui si nutrono.

 

  Distribuzione spaziale del temolo.  
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From the book "Enciclopedia della Pesca", ed. Sadea Sansoni 1967 (modified).

 

Alimentazione - Si ciba principalmente di micro e macroinvertebrati bentonici ed insetti aerei. Una ricerca effettuata sul contenuto stomacale di esemplari catturati nel fiume Brenta (Salviati e Marconato, 1988), ha rivelato una dieta composta per circa l'80% da insetti, principalmente ditteri ed efemerotteri (larve ed adulti alati), per il 16% da piccoli crostacei, dal 3 % di gasteropodi e da minime quantità di aracnidi ed oligocheti. Gli individui più grandi tendono a predare anche avannotti e piccoli pesci bentonici, come immaturi di gobidi, cobitidi e scazzoni.

 

 

Riproduzione - La maturità sessuale viene raggiunta a circa 3 anni. La frega avviene generalmente in primavera, da marzo a maggio, il periodo viene comunque condizionato dalle condizioni ambientali e dalla temperatura dell'acqua, nelle aree più settentrionali può svolgersi anche da maggio a tutto giugno. La deposizione ha luogo in acque di scarsa profondità, correnti ne ben ossigenate, con substrato misto a ghiaia, piccoli ciottoli e sabbia. La femmina scava piccole depressioni nel substrato dove depone le uova, dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del fondale. Non esistono cure parentali. A seconda delle dimensioni, ogni femmina emette da 2.000 a 8.000 uova giallastre, di media grandezza, con diametro compreso tra 2 e 3 mm. La schiusa delle larve richiede circa 180 - 200 gradi-giorno. Negli avannotti il sacco vitellino è piccolo e viene riassorbito in poco tempo.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione. medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.12 - 0.26; tm = 2 - 6; tmax = 14). L'accrescimento è piuttosto rapido nei primi anni di vita, al primo anno i temoli raggiungono lunghezze totali comprese tra i 9 e gli 11 cm, con un peso di circa 10 gr, al secondo anno misurano da 19 a 22 cm e pesano da 70 a 100 gr, alla fine del terzo anno di vita toccano i 33 - 35 cm e pesano da 350 a 400 grammi. La velocità di crescita diminuisce dopo il terzo anno, a circa 8 - 9 anni i temoli raggiungono lunghezze totali di circa 45 cm. Si tratta di pesci di taglia media, la taglia massima segnalata è di 60.0 cm TL (con un peso di 6.700 gr. In condizioni ambientali ottimali, la durata del ciclo vitale è piuttosto lunga. Età massima riportata: 14 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche. Si conoscono diversi elminti parassiti, tra cui i principali appartengono ai generi Spiroptera, Diphyllobothrium, Distomum ed Echinorhynchus. Viene predata principalmente da grandi salmonidi, da esocidi, lucioperca e persici. Questi pesci rientrano anche nella dieta di uccelli ittiofagi come cormorani, aironi e svassi.

 


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Status della specie - La specie è ancora abbondantemente diffusa soltanto nelle aree più settentrionali della sua area di distribuzione. Nelle restanti regioni europee, le popolazioni stanno subendo un calo generalizzato a causa dell'azione effettuata dall'uomo sull'habitat. La specie è molto sensibile a fenomeni d'inquinamento, in particolare chimico e quello causato dal dilavamento di pesticidi e concimi usati in agricoltura. Le maggiori cause di rarefazione del temolo sono però rappresentate dalle modificazioni effettuate sull'alveo dei corsi d'acqua, in particolare risulta particolarmente grave la costruzione di dighe ed altri sbarramenti, sprovvisti delle scale di risalita, che interrompono la continuità fluviale frammentando le popolazioni ed impedendo ai riproduttori di raggiungere le zone di frega. Oltre le modificazioni ambientali fisiche, anche le alterazioni conseguenti alle immissioni di specie alloctone e ripopolamenti incauti, hanno danneggiato la consistenza numerica delle popolazioni di temolo, fino a causarne anche la totale estinzione. Semine di salmonidi in acque libere, spesso effettuate in maniera disarmonica e sovradimensionata, sono spesso causa di gravi problemi per questa specie. Particolarmente dannose per la conservazione del temolo e di altre specie rare reofile, sono quelle riserve "no kill" dove non si provveda a limitare la densità di grossi esemplari di trote. La sproporzione del rapporto preda/predatore porta in breve tempo a sterilizzate il corso d'acqua dalla presenza di altre specie, scatena fenomeni di cannibalismo nei salmonidi, ne riduce l'accrescimento per carenza di cibo e facilita la diffusione di malattie, che spesso assumono la consistenza di epidemie. In questi casi non può essere applicato l'atteggiamento "buonista" di non uccidere i pesci catturati, si tratta di ambienti che l'uomo ha alterato mediante le immissioni, deve sempre essere attuato un responsabile piano di controllo che provveda a mantenere l'equilibrio delle popolazioni di pesci presenti.

 

 

Protezione - La specie è protetta da leggi comunitarie e nazionali che istituiscono misure minime e periodi di divieto. Il temolo è incluso nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a basso rischio (LR/lc).

 

 

Valore economico - Il temolo ha un notevole valore economico, grazie al grande pregio che riveste per la pesca sportiva. Le richieste di materiale da ripopolamento superano generalmente l’offerta, a causa della difficoltà di allevamento che presenta la specie. La riduzione numerica della specie e le rigide restrizioni che ne tutelano la gestione di pesca, hanno reso progressivamente meno usuale la presenza del temolo sui mercati ittici. Le carni del temolo hanno il caratteristico aroma che ricorda la pianta di timo, da cui deriva il nome: "thymus" (timo). Nella cucina tradizionale dell’Italia settentrionale questo pesce era molto apprezzato sia per essere grigliato, bollito o cucinato con erbe aromatiche.

 

 

Pesca - Mentre la specie non ha più nessun interesse per la pesca tradizionale, viene molto appressata dagli sportivi che praticano la pesca a mosca. La pesca a mosca del temolo ha coinvolto anche il club di pescatori della nostra associazione che, assieme a noi e con il supporto dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo, è riuscito a realizzare l'acclimatazione della specie nella zona ad acque fredde creatasi sotto la diga di Montedoglio nel fiume Tevere in provincia di Arezzo. Per saperne di più: http://www.moscaclubaltotevere.it.

 

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