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Caratteri
meristici - Vertebre: 31 - 34. Prima pinna dorsale: VI - VIII.
Seconda pinna dorsale: 15 - 18. Pinna anale: 10 - 13. Pinne pettorali: 13
- 14. Pinne ventrali: I; 4. Pinna caudale: 13 - 14. Numero cromosomico: 2n
= 48; 2n = 52. |
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Descrizione
- Pesce di piccola taglia con corpo fusiforme, assottigliato progressivamente
fino all'esile peduncolo caudale.
Pelle quasi totalmente priva di squame, soltanto in corrispondenza
della linea laterale sono osservabili alcune scaglie. Testa
grande ed appiattita, con occhi ravvicinati, situati in posizione dorsale.
Bocca grande con labbra carnose. Denti piccoli uniseriati,
disposti su entrambe le mascelle. Margine del preopercolo
armato da una spina corta, robusta e ottusa. Linea laterale completa. Due pinne dorsali contigue e collegate da
una membrana. La prima dorsale più corta e più bassa della
seconda. Pinna anale contrapposta alla seconda dorsale. Pinna caudale con margine posteriore convesso.
Pinne pettorali molto sviluppate.
Colore di fondo della livrea, verdastro, bruno-grigio o grigio-giallo
sul dorso, sfumato gradatamente fino al ventre biancastro. Sul dorso e
sui fianchi sono presenti marmoreggiature o macchie scure, che spesso si
fondono a formare bande trasversali. Macchie scure sono disposte in serie
trasversali sulle pinne. Durante il periodo di frega la livrea presenta
tonalità più intense. |
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Dimorfismo
sessuale - Non molto evidente. I maschi hanno papilla genitale
allungata. |
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Habitat
e abitudini
- Specie tipica dei torrenti montani e dei laghetti d’alta
quota, dove s’incontra fino ad oltre 2.000 m. Nelle zone più
settentrionali del suo areale, vive anche in acque di pianura, a
condizione che siano limpide, fresche e ben ossigenate, con temperature
non superiori a 14 - 16°C, substrato a ghiaia, ciottoli o roccia. Esistono
popolazioni eurialine presenti alle foci dei fiumi e nei mari a bassa
salinità, come il Baltico. frequente lungo le coste del golfo di Botnia.
C.
gobio ha abitudini stanziali e moderatamente gregarie. Moderatamente
fotofoba, risulta particolarmente
attiva durante le ore crepuscolari e notturne. Nelle ore di maggiore
insolazione
resta rintanata tra gli anfratti del fondo. C. gobio risulta molto sensibile a
qualsiasi
forma d’inquinamento idrico.
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Alimentazione - C. gobio è specie
esclusivamente carnivora. Si nutre principalmente d’invertebrati di fondo,
di piccoli pesci e di
avannotti e uova di altre specie. Le componenti dell’alimentazione
dipendono dalle caratteristiche del corso d’acqua in cui vive e
dall’abbondanza relativa di determinati gruppi d’invertebrati. Normalmente
lo scazzone mangia crostacei, larve di insetti (ditteri, tricotteri,
efemerotteri e plecotteri), anellidi come sanguisughe e lombrichi, e
molluschi. |
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Riproduzione - La
maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno d’età, a seconda delle
caratteristiche trofiche dell’ambiente. Il periodo riproduttivo inizia
verso la fine di febbraio e può prolungarsi fino alla metà di maggio. I
maschi preparano una tana da adibire a nido, sfruttando una cavità sotto a
un sasso o ad altri oggetti sommersi adatti allo scopo, sono territoriali
e respingono ogni potenziale rivale. La riproduzione è preceduta da un
rituale di corteggiamento, diretto ad indurre la femmina ad entrare nel
nido. I maschi corteggiano ogni femmina che entra nel territorio, nel nido
possono essere presenti uova deposte anche da dieci femmine diverse. Una
volta entrata nella tana, la femmina si ribalta ed emette le uova sulla
volta del riparo. La deposizione seguita dalla fecondazione da parte del
maschio, Ogni femmina depone soltanto poche centinaia di uova, dal
diametro variabile da 2.2 a 3.0 mm e di colore giallo, arancio o ambra, riunite a formare un'unica massa. Il
maschio sorveglia la covata sino alla schiusa, che si verifica
generalmente dopo 3 - 4 settimane. Alla nascita le larve misurano circa 6
- 7.5 mm, come altre specie che vivono in acque fredde oligotrofiche,
hanno un grande sacco vitellino in grado di alimentarle fino al momento in cui iniziano a cibarsi autonomamente. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = 1 - 3).
La crescita di C. gobio viene
fortemente influenzata dalle caratteristiche trofiche dell'ambiente. Le
popolazioni di acque planiziali molto produttive, crescono più velocemente
e sono meno longeve di quelle di ambienti oligotrofici montani. Generalmente
la crescita è più veloce nelle femmine rispetto ai maschi. A partire dal
secondo anno d'età, la mortalità nei maschi è superiore rispetto alle
femmine, probabilmente in relazione allo stress delle cure parentali. Specie di piccole dimensioni, lunghezza massima circa 18 cm.
Ciclo vitale: circa 4 - 5 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Viene parassitata da Gyrodactilus
cotti ed da altri elminti. I principali predatori della specie sono
pesci ittiofagi della famiglia dei Salmonidi, generalmente diffusi
nell'habitat di C. gobio. |
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Status
della specie - Pur essendo ancora abbondantemente diffuso in
molte località, C. gobio ha subito una notevole contrazione nella
consistenza e nel numero delle sue popolazioni. Uno dei principali fattori
di rarefazione della specie è sicuramente l'aumento di immissione di
salmonidi in acque libere. Semine spesso effettuate in maniera disarmonica
e sovradimensionata, effettuate per venire incontro alle richieste legate
al mondo della pesca sportiva. La specie è
minacciata da alterazioni di origine antropica, come inquinamento,
eccessivo prelievo idrico, eutrofizzazione e distruzione dell'habitat a
seguito di costruzione di dighe ed altri sbarramenti fluviali,
canalizzazioni o cementificazione degli alvei. |
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Protezione
- La specie è stata dichiarata protetta in molti stati europei. C. gobio è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a
basso rischio (LR/lc). |
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Valore
economico - Lo scazzone non ricopre nessun interesse
commerciale, nonostante che le sue carni siano considerate molto buone e
delicate. Talvolta viene commercializzato mercati locali dei paesi
dell'Europa centro orientale. Dove la specie è più
abbondante, viene utilizzato come pesce foraggio o da esca. |
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Pesca - La specie non ha interesse per la
pesca. Talvolta viene casualmente catturata dai pescatori sportivi mentre
insidiano specie più pregiate. |