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Il
siluro ellenico o di Aristotele,
Silurus
aristotelis Garman, 1890 |
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Caratteri
meristici - Pinna dorsale: I; 3. Pinna
anale; 66 - 751/2. Numero cromosomico: 2n = 58. |
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Descrizione - Corpo robusto, a sezione
cilindrica nella parte anteriore, lateralmente molto compresso in quella
posteriore. Testa grande, larga e depressa. Bocca ampia, in posizione
infera. Denti vomerini disposti in una sola larga fila. Differisce da
S. glanis per la presenza di solo due paia di barbigli, uno mascellare
ed uno mandibolare più corto e per le minori dimensioni. Mascella
inferiore più lunga di quella superiore. Occhi piccoli. Assenza di squame,
pelle nuda coperta da abbondante muco. Pinna dorsale molto piccola. Pinna
anale molto lunga e confluente con la caudale. Pinna caudale piccola con
bordo posteriore arrotondato. Pinne pettorali provviste di un robusto
raggio spiniforme, privo di dentellatura. Colore di fondo della livrea da
vere oliva a marrone verdastro sul dorso e sulla testa, gradatamente
sfumato verso il ventre bianco giallastro. Lungo i fianchi sono presenti
marezzature scure. Pinne translucide, scure, con sfumature di colore
simile a quello del dorso. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Si tratta di una specie bentonica, presente soltanto in acque ferme. S.
aristotelis non sembra avere particolari esigenze rispetto al
substrato, anche se risulta gradire maggiormente i fondali molli e ben
vegetati, rispetto a quelli rocciosi. Non mostra la grande valenza
ecologica tipica di S. glanis, resta confinata all'interno dei
bacini lacustri, senza penetrare nei corsi d'acqua tributari e negli
emissari. Le prime notizie su questa specie ci giungono da Aristotele, il
filosofo spese molto del suo tempo in Asia Minore studiando i pesci
locali. Nella Storia degli Animali (621a20 - b2,), Aristotele riferisce di
un pesce dell'Asia Minore dallo strano comportamento: il maschio protegge
i piccoli, attaccando predatori e lenze da pesca mentre agita l'acqua
emettendo cupi grugniti. Di indole fotofoba, risulta più attivo nelle ore
crepuscolari e notturne, durante le quali si aggira sul fondo ricercando
il cibo con i barbigli tattili. Trascorre le ore di massima insolazione
nascosto vicino ad ostacoli sommersi o in anfratti del substrato. In
condizioni di tempo coperto e di torbidità delle acque, si mostra attivo
anche durante il giorno. Gli adulti sono territoriali e solitari, mentre i
giovani si cibano e si spostano in branco.
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Alimentazione - La dieta comprende sostanze
di origine animale e vegetale. Gli avannotti e gli
immaturi si cibano di invertebrati, alghe e macrofite acquatiche. Negli
adulti la componente vegetale scompare al crescere della taglia, lasciando
il posto a una dieta costituita prevalentemente da pesci, in misura minore
da invertebrati e crostacei, e occasionalmente anche da anfibi,
uccelli acquatici e piccoli roditori. |
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Riproduzione - Il periodo riproduttivo va
da giugno ad agosto. La frega si svolge in acque profonde circa 2 - 3 m. Il maschio
è territoriale, sceglie un luogo adatto alla frega e lo difende difende
allontanando ogni possibile rivale. Dopo aver ripulito un tratto di
fondale, allontanando con il muso alghe e detrito, il maschio costruisce
il nido scavando una leggera depressione con la pinna anale e le pinne
ventrali. Dopo un
breve corteggiamento, la femmina depone le uova nel nido. La specie è meno prolifica
di S. glanis. Le cure parentali sono prestate dal maschio, che
sorveglia ed ossigena le uova con movimenti delle pinne fino alla schiusa.
La durata dello sviluppo embrionale è di circa 5 giorni. La protezione
delle larve da parte del genitore cessa poco dopo il riassorbimento del
sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tmax = 10; K =
0.099 - 0.100). La maturità sessuale viene raggiunta da entrambi i sessi
tra il secondo ed il terzo anno di vita. Lunghezza massima segnalata: 46.0
cm TL. Lunghezza media: 22.7 cm SL. Età massima riportata: 10 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche. I principali parassiti sono trematodi e nematodi,
acantocefali e crostacei. Gli esemplari adulti non hanno molti nemici,
eccetto i pesci predatori più grandi e varie specie di uccelli ittiofagi. |
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Status
della specie - La specie ha un areale di distribuzione molto
limitato, ristretto ai laghi Trichonis, Lyssimachia ed Amvrakia nella
Grecia occidentale. Intorno al 1980 è stato introdotto nel lago Volvi e
nel lago Pahvotis. S. aristotelis viene minacciato da
fenomeni di inquinamento agricolo, industriale ed urbano, da alterazioni
ambientali di origine antropica, come eccessivo prelievo idrico e bonifica
delle aree umide, e dall'introduzione di specie ittiche alloctone. |
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Protezione
- La specie è protetta dalla legislazione europea e greca. S.
aristotelis è elencata nell'Annesso II della Direttiva "Habitat"
dell'Unione Europea ed in Appendice III della Convenzione di Berna sulla
fauna protetta. La specie è elencata da IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) tra quelle su cui non sono
disponibili dati sufficienti (DD). |
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Valore
economico - Nessuno. Specie di interesse naturalistico
(endemismo ellenico). |
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Pesca - La specie è protetta su tutto il
territorio greco, ne è vietata la pesca e la detenzione. |
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