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Il siluro ellenico, Silurus aristotelis (Agassiz, 1857) |
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Caratteri meristici - Specie rara, scarsamente conosciuta, sulla quale esistono scarse informazioni dettagliate. Pinna dorsale: I; 3. Pinna anale; 67 - 76. Numero cromosomico: 2n = 58. |
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Descrizione - Molto simile a S. glanis. Corpo robusto, a sezione cilindrica nella parte anteriore, lateralmente molto compresso in quella posteriore. Testa grande, larga e depressa. Bocca ampia, in posizione infera. Denti vomerini disposti in una sola larga fila. Differisce da S. glanis per la presenza di solo due paia di barbigli, uno mascellare ed uno mandibolare più corto e per le minori dimensioni. Mascella inferiore più lunga di quella superiore. Occhi piccoli. Assenza di squame, pelle nuda coperta da abbondante muco. Pinna dorsale molto piccola. Pinna anale molto lunga e confluente con la caudale. Pinna caudale piccola con bordo posteriore arrotondato. Pinne pettorali provviste di un robusto raggio spiniforme, privo di dentellatura. Colore di fondo della livrea da vere oliva a marrone verdastro sul dorso e sulla testa, gradatamente sfumato verso il ventre bianco giallastro. Lungo i fianchi sono presenti marezzature scure. Pinne translucide, scure, con sfumature di colore simile a quello del dorso. |
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Dimorfismo sessuale - Non evidente. |
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Habitat e abitudini - Specie bentonica, esclusivamente presente in acque ferme. S. aristotelis non sembra avere particolari esigenze rispetto al substrato, anche se risulta gradire maggiormente i fondali molli e ben vegetati, rispetto a quelli rocciosi. Non mostra la grande capacità di adattamento di S. glanis, resta confinata all'interno dei bacini lacustri, senza penetrare nei corsi d'acqua tributari e negli emissari. Pesce fotofobo con picco di massima attività coincidente con le ore crepuscolari e notturne, durante le quali si aggira sul fondo ricercando il cibo con i barbigli tattili. Trascorre le ore diurne di massima insolazione nascosto vicino ad ostacoli sommersi o in anfratti del substrato. In condizioni di tempo coperto e di torbidità delle acque, si mostra attivo anche durante il giorno. Gli adulti sono territoriali e solitari, mentre i giovani tendono a vivere in branchi. |
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Alimentazione - La dieta comprende sia sostanze di origine vegetale, sia di origine animale. Gli avannotti e gli immaturi si cibano di invertebrati, alghe e macrofite acquatiche. Negli adulti la componente vegetale scompare al crescere della taglia, lasciando il posto a una dieta costituita prevalentemente da pesci, in misura minore da invertebrati e crostacei, e occasionalmente anche da anfibi, uccelli acquatici e piccoli roditori. |
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Riproduzione - Le modalità riproduttive sono molto simili a quelle di S. glanis. Il periodo riproduttivo va da giugno ad agosto. Il maschio e territoriale, realizza un nido scavando una depressione nel substrato, ed allontana ogni possibile rivale. Dopo un breve corteggiamento, la femmina depone le uova nel nido. La specie non è molto prolifica. Il maschio sorveglia le uova fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni. Specie di grandi dimensioni, raggiunge una lunghezza massima di circa 2 m, ma la media resta solitamente compresa tra 100 e 150 cm. |
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Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche. I principali parassiti sono trematodi e nematodi, acantocefali e crostacei. Gli esemplari più grandi non hanno praticamente predatori. Gli avannotti dopo il termine delle cure parentali e gli immaturi vengono cacciati da varie specie di pesci predatori e di uccelli ittiofagi. |
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Galleria Fotografica |
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