|
|
Caratteri esterni distintivi della
famiglia dei Viperidi sono: il corpo tozzo; la testa piatta,
allargata posteriormente, coperta di scudi o squamette irregolari;
il muso corto; la coda breve e ottusa, talvolta alquanto prensile; e
l'occhio, per lo più dotato di pupilla verticale.
La mascella, l'osso pterigoide e l'osso
palatino sono muniti di denti solidi, lisci e uncinati, i quali
servono a ghermire la preda e a farla scivolare nelle fauci, mentre
le branche della mascella inferiore, riunite da flessibile tessuto
connettivo, vengono alternatamente protese. Tutto l'apparato
palatino mascellare è dilatabile per la mobilità delle ossa che lo
costituiscono, e siccome la preda viene abbondantemente insalivata
da una copiosa secrezione ghiandolare, i viperidi possono
inghiottire animali relativamente grossi. Le vipere europee hanno
corpo pesante, coda corta e ben definita e testa spesso triangolare.
Le squame dorsali del corpo sono fortemente carenate e gli scudi che
coprono la nuca sono tutti abbastanza piccoli. L'occhio è alquanto
piccolo e la pupilla è verticale. A differenza della maggior parte
degli altri serpenti europei, le vipere hanno squama preanale non
divisa. Variano considerevolmente nel profilo della testa e, alcune
specie, hanno una soffice escrescenza sul muso detta corno, coperta
di squame. |
|
Alcune specie di vipere hanno
caratteristiche molto distintive e sono facilmente riconoscibili,
altre sono estremamente variabili e di difficile identificazione
anche perché non è consigliabile manipolarle. Comunque generalmente
non sono più di due o tre le specie da prendere in considerazione.
Le caratteristiche principali da osservare sono: aspetto generale,
profilo del muso (schiacciato, rivolto all'insù, con corno sul
naso), disegno caratteristico, se possibile la grandezza delle
squame del capo e altri particolari minori della squamatura della
testa. Se il serpente non viene disturbato, molte di queste
caratteristiche possono essere viste con un binocolo.
|
|
Le vipere sono animali che vivono
principalmente sul suolo, sebbene qualche specie possa
occasionalmente portarsi su mucchi di pietra o su cespugli; talvolta
possono anche nuotare. Tutte le specie sono attive di giorno ma la
maggior parte diventa almeno parzialmente notturna quando la
temperatura è abbastanza alta.
Alcune specie risultano tipicamente
arboricole. Insidiano i mammiferi e gli uccelli minori, e anche
sauri e anfibi, ma non danno la caccia ai pesci.
Le vipere europee si nutrono di piccoli
mammiferi (topi, arvicole, toporagni ecc.) ma anche di qualche
uccello e di lucertole; una specie (Vipera
ursinii) spesso preda
una elevata quantità di grandi insetti.
I viperidi sono più lenti di tutti
gli altri ofidi velenosi, soltanto le specie più piccole e meno
lente si mostrano perseveranti nell'inseguire la preda.
Tutte le vipere europee sono
relativamente lente nei movimenti, se non disturbate; frequentemente
cacciano dalla tana, colpiscono i piccoli mammiferi che passano e
poi ne seguono la traccia odorosa fino a ritrovare la vittima ormai
inerme per effetto del veleno. Uccelli, lucertole e insetti vengono
invece trattenuti e ingoiati appena si immobilizzano. Le vipere
possono anche cercare le loro prede all'interno delle tane.
Nei climi freddi, le vipere
ibernano durante la stagione avversa nel qual caso spesso si
riuniscono in gruppo. Alcune specie (Vipera
aspis,
Vipera berus
e Vipera
ammodytes)
possono compiere spostamenti dai loro rifugi invernali e dalle aree
di riproduzione verso altre zone per nutrirsi; non percorrono una
lunga distanza, di solito alcune centinaia di metri.
|
|
La maggior parte delle specie da alla
luce piccoli vivi (in alcuni casi fino a 20) ma
Vipera lebetina
in Europa depone uova. Prima dell'accoppiamento i maschi rivali
possono prendere parte a danze di combattimento che comportano
spintoni, attorcigliamenti e pressioni tra i due contendenti;
l'animale più debole si sottomette e si ritira. Le femmine di
Vipera aspis
hanno un ciclo riproduttivo variabile
da 1 a 4 anni mentre i maschi sono sempre in grado di accoppiarsi
con successo.
|
|
Apparato del
velenifero - Il principale carattere anatomico di questa
famiglia consiste nella forma dell'osso mascellare, che è breve,
piramidale, e sulla cui base sono impiantati uno o più denti,
canalicolati a guisa di aghi da iniezione.Quando il serpente
colpisce, le zanne penetrano nella cute della preda e il veleno
viene iniettato profondamente nei tessuti con la stessa efficacia di
un ago di siringa. Il più lungo di questi denti è il solo a essere
funzionale; gli altri, situati dietro di esso, sono denti di
ricambio. Per evitare che questi lunghi denti finiscano col
conficcarsi nel pavimento boccale, l'osso sul quale sono impiantati
è articolato con le ossa del cranio in modo che, in posizione di
riposo le zanne vengono ruotate contro il palato e alloggiate in una
"tasca" soffice. Inoltre le zanne sono mobili: quando vengono usate
si sollevano fin quasi ad angolo retto con la mascella superiore.
Il condotto delle ghiandole velenifere sbocca presso l'apertura del
canalicolo dentario alla base della zanna. Due muscoli robusti,
all'atto del morso, agiscono sulla ghiandola comprimendola e
iniettando il veleno.
Anche se armati di terribili denti veleniferi, i viperidi sono meno
pericolosi per l'uomo degli elapidi e dei crotali, ma se mordono, la
ferita è spesso mortale. Le vipere non sono aggressive se non
molestate o disturbate, ma se provocate insistentemente rispondono
in genere con pericolosi morsi.
|
|
Se si esclude la vipera siberiana,
presente nel bacino del mar Caspio, appartenente al genere
Gloydius, tutte le specie europee appartengono al genere
Vipera, Montivipera e Macrovipera. Sono i soli
serpenti realmente pericolosi presenti nel nostro territorio. Nella
maggior parte dell'Europa continentale è presente almeno una specie;
talvolta se ne possono trovare assieme anche due o tre. Sono assenti
da molte isole, ma non da tutte, comprese alcune molto grandi come
Corsica, Sardegna, Creta, Baleari e Irlanda.
|
|
|